Ghana: 3 lezioni dalla foto virale del rapporto gay

foto di sesso anale in ghana con volti oscurati
La foto virale, ritagliata e con volti oscurati da noi

“Un uomo di 28 anni è stato scoperto con i pantaloni abbassati mentre faceva sesso anale con uno studente di 18 anni delle scuole superiori in una stanza di hotel di Accra”, nel quartiere periferico di Kaneshie, scrive Adom Online. E gli altri siti di informazione del Ghana non usano un linguaggio molto più serio, tra chi sottolinea il “raccapriccio” che suscita il fatto e chi strilla titoli come “Uomo chiava [bonks, in inglese; ndr] ragazzo delle superiori in un hotel”. In molti non esitano a pubblicare le fotografie dei due presunti omosessuali, senza oscurarne i volti, mentre sarebbero impegnati nel rapporto anale (vedi foto in alto) o uno accanto all’altro, in piedi con i genitali chiaramente visibili.

Se basta già questo a dimostrare l’isteria omofoba della stampa del paese africano, conviene analizzare un po’ meglio la notizia. I due ragazzi avrebbero preso una stanza dell’albergo con la scusa di doversi rinfrescare con una doccia.

Il receptionist, insospettito dai “movimenti” dei due amanti (qualunque cosa questo voglia dire), si sarebbe presentato a sorpresa nella stanza, scattando la foto della penetrazione anale. Secondo altre ricostruzioni, invece, l’uomo sarebbe entrato nella camera semplicemente per mettere ordine, scoprendo l’amplesso in corso. Un ufficiale di polizia, invece, ha affermato che il receptionist avrebbe dichiarato di aver intravisto i due ragazzi fare sesso da una finestra e di aver scattato la foto da quella finestra. Comunque sia, l’uomo avrebbe chiamato subito la polizia. L’unica cosa certa è che i due presunti gay sono stati arrestati.

Sulla loro identità si sa pochissimo (anche se due siti riportano nomi e cognomi) e ogni sito sembra inventare la propria versione: il più anziano avrebbe 26 o 28 anni e per alcuni sarebbe un famoso attivista omosessuale, per altri un pedofilo già noto alla polizia. Il più giovane, invece, a seconda della fonte ha 18 o 20 anni e diventa di volta in volta l’amante fisso dell’altro uomo, un prostituto o un povero “ragazzo innocente” adescato su Facebook.

Le varie versioni della notizia, insomma, hanno molti punti discordanti, lasciando un alone generale di scarsa attendibilità. Le fotografie, presentate come le prove dei fatti raccontati, non sembrano molto più affidabili.

In particolare, lo scatto del presunto rapporto sessuale, che è diventato virale sui social network, è un’evidente montatura: l’angolazione, la precisione dell’inquadratura, la posizione dei due presunti amanti, la loro espressione sconsolata e il loro sguardo diretto verso l’obiettivo della macchina fotografica poco si addicono a una fotografia che dovrebbe essere stata scattata di sorpresa dal receptionist. Appare evidente che i due ragazzi stanno simulando, contro la propria volontà, una penetrazione anale che non sta avvenendo.

Tanto per complicare le cose, siamo riusciti a trovare su Facebook anche un video, di cui i siti non parlano e che è girato pochissimo anche sul social network, postato senza nessuna spiegazione da un videomaker di Accra in cui si mostrano i due ragazzi mentre si rivestono, tra urla e minacce. Erano due le persone che hanno fatto irruzione nella camera d’albergo? Si è trattato di un caso, come racconta il receptionist, o di un’imboscata preparata in anticipo?

Non possiamo sapere se prima della fotografia artefatta della penetrazione anale simulata i due uomini abbiano davvero avuto un rapporto sessuale o se tutta la storia sia un falso. Come già ricordato, l’unica cosa sicura è che le due persone ritratte nelle immagini sono nelle mani della polizia e rischiano di essere condannate a tre anni di prigione in base alla sezione 104 del codice penale ghanese che punisce la “conoscenza carnale innaturale”, specificando che si tratta di “rapporti sessuali con una persona in modi innaturali o con un animale”.

Ma non basta: secondo quanto riporta il Daily Post, i due presunti omosessuali (che diventano di 20 e 26 anni) avrebbero negato ogni accusa. Il più giovane avrebbe detto alla polizia: “R. si stava lavando in bagno, mentre io mi stavo infilando i boxer in camera, quando uno degli addetti dell’hotel, il receptionist, ha fatto irruzione nella stanza senza preavviso e ci ha accusati di fare sesso anale. Poi il receptionist ha chiamato gli altri impiegati dell’hotel e ci hanno obbligati a spogliarci nudi e a far finta di fare sesso per scattarci delle foto”.

Il sito cita anche un assistente commissario di polizia, Ernest Owusu, che sembra dare ragione ai due ragazzi e che annuncia l’arresto di due impiegati dell’albergo, ma inspiegabilmente i due ragazzi che avrebbero ricevuto false accuse non sarebbero comunque stati scarcerati.

Tutta la vicenda, pur con i suoi innumerevoli punti da chiarire, ci ricorda tre cose importanti. La prima è che in Ghana, come in altri paesi africani (a maggioranza tanto cristiana quanto musulmana), i rapporti omosessuali sono ancora considerati un reato degno della galera e le persone continuano a subire arresti per il loro orientamento sessuale.

In secondo luogo, il problema di una legislazione omofoba non è solo la sua applicazione da parte delle autorità di polizia e giudiziarie, ma anche il fatto che rende possibili pesantissimi ricatti nei confronti delle persone omosessuali: anche il tentativo di nascondersi o la rinuncia al sesso non mette al sicuro gay, lesbiche e bisessuali. Infine, le leggi anti-gay possono colpire non solo chi è omosessuale davvero, ma possono essere utilizzate verso chi è semplicemente considerato omosessuale, in base a pregiudizi diffusi o a preconcetti personali.

La complessità della situazione e la difficoltà a ricostruire persino vicende che raggiungono larga eco sulla stampa dovrebbero essere tenue in considerazione dalle commissioni che si occupano di giudicare le richieste di asilo di chi afferma di subire persecuzioni in patria per il proprio orientamento sessuale. Troppo spesso, invece, si leggono sentenze che utilizzano schemi di giudizio semplicistici, che giudicano l’attendibilità delle storie pretendendo una professionalità giornalistica inesistente o che immaginano scappatoie semplicemente improponibili.

N.B. Per scelta, questo articolo non rimanda alle fonti che mostrano immagini con il viso non oscurato delle persone sotto accusa.

 

Pier
©2017 Il Grande Colibrì

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