Tra ninfomani e ani sfondati, così il Ghana parla di LGBT

Kwaku Darkwah Kyei-Darkwah
Kwaku Kyei-Darkwah, tra i rari ghanesi gay dichiarati

Da qualche giorno circola un video piuttosto ridicolo (o inquietante?) proveniente dal Ghana: è un’intervista andata in onda su Adom TV, canale privato della capitale Accra, a una donna che, dopo essersi “perfezionata nell’atto lesbico” (sic!) in una scuola superiore ed essersi “diplomata come lesbica specialista” (sic!), avrebbe “convertito” più di 3mila donne (sic!) al lesbismo, grazie al fatto di andare a letto “con più di 10 donne al giorno” (sic!). Tra le sue amanti figurerebbero ministre, parlamentari e personalità del mondo dello spettacolo. La signora si è presentata davanti alle telecamere con il viso completamente nascosto, ma non ha avuto nessun problema a rivelare pubblicamente nome e cognome, Janet Ofori – fatto plausibile tanto quanto il suo racconto.

Accanto a lei sedeva un uomo, anche lui con il volto coperto, ma che ha declinato le sue presunte generalità senza esitazioni: e infatti anche la sua storia è ben poco credibile. Kwame Mensah (o, meglio, il tizio che si è presentato con questo nome) sarebbe un gay che non vuole avere rapporti eterosessuali un po’ perché è disoccupato e non ha soldi per mantenere una donna (sic!) e un po’ perché le donne non lo soddisfano sessualmente. La sua testimonianza, comunque, si è concentrata sull’incredibile elasticità del suo ano, ottenuta attraverso speciali creme chimiche (sic!): “Il mio ano può prendere peni di qualsiasi grandezza, non importa quanto la persona sia dotata” (sic!). Inoltre, in un paese in cui il tasso di diffusione dell’HIV è doppio rispetto alla media mondiale e in forte ascesa, Kwame si è vantato di fare sesso senza preservativo.

Scatenare i pregiudizi

Non siamo riusciti a capire bene quando la trasmissione sia andata in onda realmente, fatto sta che il 27 novembre è stata caricata su YouTube e il video è già stato visualizzato da più di 116mila persone, scatenando l’indignazione di migliaia di commentatori sui social network. D’altra parte non si capisce quale altro effetto avrebbe potuto voler provocare la messinscena della lesbica che si vanta di essere ninfomane e predatrice e dell’omosessuale presentato praticamente come un untore e un pozzo senza fondo.

Se le minacce contro il presentatore Kofi Adoma forse non erano preventivate, gli altri commenti al video non sorprendono neppure un po’: si va da “Questo male è contro l’ordine della natura, socialmente e spiritualmente” a “Sono posseduti da spiriti malvagi”, fino a “Queste persone non meritano neppure di vivere in mezzo agli esseri umani perché sono solo animali”. Nella pioggia di insulti non sono mancate le teorie complottiste secondo cui l’omosessualità sarebbe “unafrican” (non africana), cioè un’imposizione dell’Occidente corrotto: “Questa gente dei media, questi VIP, sono manovrati dai bianchi per promuovere l’omosessualità in Ghana”.

Opposizione all’attacco

Quest’ultima idea è diffusa non solo tra i commentatori isterici dei social network, ma anche in politica e nei media: lo dimostra l’allarme lanciato da Richard Acheampong, parlamentare del National Democratic Congress (Congresso democratico nazionale; NDC), principale partito di opposizione, e rilanciato con orrore da vari mezzi di informazione locale. Secondo il politico, l’ambasciata canadese ad Accra organizzerebbe incontri con omosessuali di tutto il paese “con l’obiettivo di promuovere l’agenda gay”.  Peace FM Online sintetizza sobriamente con queste parole: “Elaborano strategie e strumenti per proteggere i loro diritti umani riguardo al sesso anale”.

Ma c’è anche chi fa di peggio, in un paese dove l’opposizione sembra voler sfruttare l’ondata di indignazione contro la recente intervista del presidente Nana Akufo-Addo, in cui ha fatto una vaga apertura verso una (molto) futura depenalizzazione dell’omosessualità: “Penso che sia qualcosa che è destinato ad accadere come altrove nel mondo” [Il Grande Colibrì]. Secondo GhanaWeb, che riprende le parole di un altro politico dell’NDC, addirittura i recenti viaggi in Ghana del presidente francese Emmanuel Macron e della regina Margherita II di Danimarca sarebbero stati motivati in realtà dalla volontà di fare pressioni per introdurre il matrimonio tra persone dello stesso sesso. E ora c’è allarme per una fantomatica prossima visita di Xavier Bettel, primo ministro del Lussemburgo, gay e sposato con un altro uomo.

Insomma, in Ghana non bastano le leggi che criminalizzano i rapporti omosessuali con il carcere fino a 3 anni, ma i media e l’opposizione politica continuano ad alimentare i pregiudizi omofobi, descrivendo lesbiche e gay come mostri pericolosi e strani, portatori di malattie e alleati di potenze straniere ostili. Non è difficile capire, allora, perché le persone LGBTQIA (lesbiche, gay, bisessuali, trans, queer, intersessuali e asessuali) cerchino di scappare dal proprio paese e chiedano protezione in Europa.

Pier
©2017 Il Grande Colibrì

Leggi anche:

Il Ghana si interroga: il presidente è pro o contro i gay?

Ghana: 3 lezioni dalla foto virale del rapporto gay

Scritto da
More from Pier

Cosa ci insegna la gestazione per altri “made in China”?

Gestazione per altri sì o no? In Italia il dibattito, legato impropriamente...
Leggi di più

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *