#NoteDagliIslam. Il nucleare in Iran e l’islam nel 2050

Le notizie di questa settimana:
Iran – Nucleare, speranza con moderazione
Yemen – Intervengono i sauditi: è giusto?
Bangladesh – Integralisti uccidono un blogger
Algeria – I salafiti in piazza contro le donne
2050 – Quasi pareggio tra islam e cristianesimo

Iran – Nucleare, speranza con moderazione. L’accordo sul nucleare iraniano è pieno di incognite, ma a molti commentatori americani e persino della destra israeliana sembra perlomeno il male minore.

Non avremmo potuto ottenere un esito migliore neppure se Israele, gli Stati Uniti e altri paesi si fossero avessero effettuato attacchi militari contro i siti nucleari in Iran: anche se l’attacco avesse avuto successo, avrebbe ritardato il programma nucleare militare iraniano per un tempo inferiore a dieci anni. Quindi, a quanto pare, è stato un buon accordo. Possiamo trovarci errori e benefici, ma anche nelle stanze del potere a Gerusalemme dovranno ammettere che l’esito è stato migliore del previsto. [ynetnews.com]

Obama spera che un accordo apra una nuova era: se l’Iran raggiungesse la comunità delle nazioni, potrebbe avere incentivi a smettere di fomentare così tanti problemi. Un fallimento significherebbe più guerra e più instabilità. Obama è stato disposto a mettere in gioco il rapporto dell’America con Israele e la sua stessa presidenza su questa premessa. “Un accordo non risolverà il problema, ma offrirà al prossimo presidente una base più forte per gestire e ritardare la minaccia” spiega Gary Samore. [nytimes.com]

I funzionari degli Stati Uniti dicono che l’Iran continua ad appoggiare gruppi terroristici e a costituire una minaccia per gli alleati più stretti degli USA, tra cui Israele. Anche dopo la ratifica dell’accordo, non è prevista l’apertura di un’ambasciata a Teheran e rimane molto improbabile una telefonata tra Obama e i leader iraniani. Obama ha offerto invece al popolo iraniano la possibilità di un nuovo inizio. “Vorremmo coinvolgervi sulla base degli interessi comuni e del rispetto reciproco” ha detto. [washingtonpost.com]

Yemen – Intervengono i sauditi: è giusto? La stampa araba si divide sull’intervento militare in Yemen guidato dall’Arabia Saudita: c’è chi lo appoggia, chi esprime dubbi, chi ne svela l’ipocrisia.

L’Iran non nasconde più il suo appetito imperialista, non solo con dichiarazioni provocatrici, ma anche con la realtà che impone sul terreno. E l’accordo sul nucleare iraniano ipotecherà il futuro di noi arabi. Saremo ostaggi di due guerre: quella dei terroristi e quella contro i terroristi. E le due guerre porteranno la loro dose di trionfalismo: il trionfalismo dell’Iran, che crederà di essere tornato all’impero persiano, e il trionfalismo dell’ISIS, che sogna di conquistare Roma, l’Andalusia, persino la Casa bianca [almustaqbal.com]

Riyad cerca di ristabilire la propria autorità regionale, ma lanciare un’operazione militare di questa portata è il modo adeguato? I dirigenti sauditi sono senza dubbio consapevoli dei rischi. Gli houthi, seguendo l’esempio di Hezbollah in Libano o di Hamas a Gaza, possono iniziare a lanciare razzi dal nord dello Yemen verso la frontiera saudita. L’Iran potrebbe estendere il conflitto incitando alla ribellione altre comunità sciite in Bahrein, in altri paesi del Golfo o all’interno dell’Arabia Saudita. [raialyoum.com]

Per bisogni strategici l’arabismo (identità etnico-culturale) è assimilato al sunnismo (dottrina religiosa). E finiamo immersi nello scontro strategico tra “mondo arabo” e Iran. Essere arabo diventa essere sunnita, al fianco del re di Riyad e contro l’ayatollah di Teheran. La conclusione è chiara: tutta una “guerra mondiale araba” per difendere un regime (lo yemenita) e un secondo (il saudita) che rischia di patire per la caduta del primo! L'”unità araba” è richiamata solo per difendere regimi politici minacciati! [liberte-algerie.com]

Bangladesh – Integralisti uccidono un blogger. Due fondamentalisti islamici hanno ucciso il blogger progressista Oyasiqur Rahman: a febbraio ne avevano assassinato un altro, Avijit Roy.

Negli ultimi dieci anni, più di quindici studiosi e scrittori sono stati uccisi in circostanze simili dopo aver ricevuto minacce di morte per le loro opinioni sulla religione o su questioni collegate. Il governo è molto in ritardo nel capire la lezione: non è sufficiente agire dopo che gli omicidi. Bisogna fare di più per prevenire questi attacchi proteggendo le persone e i gruppi minacciati. Inoltre, si deve porre fine all’impunità per le persone e i gruppi che lodano, minacciano o istigano la violenza omicida. [dhakatribune.com]

Algeria – I salafiti in piazza contro le donne. Sconfitti in parlamento, che ha approvato una legge in difesa dei diritti delle donne (ilgrandecolibri.com), i salafiti algerini hanno manifestato il proprio scontento in piazza.

I salafiti algerini sono scesi per le strade di Algeri per difendere il loro diritto divino a picchiare le donne. Il diritto a picchiare la sorella. La madre. La figlia. La nonna. La moglie. La zia. La vicina. La collega. La dottoressa. La poliziotta. La generalessa. Il loro diritto divino a esercitare violenza sulle donne – tutte le donne, a casa, al lavoro, per strada! Hanno manifestato, questi salafiti, per reclamare il loro diritto divino di rendere le donne – tutte le donne, senza eccezioni – una “proprietà” privata. [liberte-algerie.com]

2050 – Quasi pareggio tra islam e cristianesimo. Una ricerca [pewforum.org] prevede che, se non muteranno le attuali tendenze demografiche, nel 2050 il numero di musulmani e cristiani sarà quasi lo stesso.

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