Non per forza mascoline: lesbiche e stereotipi in Cina

miniserie lesbica cinese se i fiori parlassero
La mini-serie lesbica cinese "Se i fiori parlassero"

1. Perché nella maggior parte delle coppie lesbiche una delle due spesso è mascolina?

In generale ci si può riferire alla maggioranza delle lesbiche cinesi con l’acronimo “TPL” dove la “T” indica la partner “maschile” della coppia, la “P” indica la partner “femminile” delle due e la “L”, che è la lettera iniziale della parola “lesbica”, denomina la relazione che le unisce.

Mentre le lesbiche “T” si distinguono nella loro vita lavorativa e affettiva per alcune caratteristiche tipicamente maschili, come ad esempio la forza di carattere, le lesbiche “P” danno l’impressione di essere deboli e di necessitare di qualcuno che le assista. Più nello specifico nella cultura lesbica cinese e taiwanese la “T” (che probabilmente deriva dalla parola inglese “tomboy”, “maschiaccio”) indica una donna con inclinazioni virili a cui piace vestirsi da maschio o in modo trascurato, e la “P” sta a significare una donna femminile nel comportamento e nell’abbigliamento.

La divisione binaria in “T” e “P” (corrispondente alla divisione occidentale di “butch” e “femme”) ha origine da cause diverse, come l’educazione, le norme sociali e le convenzioni culturali, le quali hanno appiattito la pluralità dei generi al modello binario uomo-donna e portato il dualismo di genere anche all’interno delle coppie omosessuali. A rafforzare tale binarismo si è aggiunta anche la distorsione dell’immagine delle persone omosessuali da parte dei media televisivi cinesi, i quali, rappresentando solo donne femminili che necessitano di una donna maschile al loro fianco e maschi omosessuali effeminati, danneggiano non solo la comunità LGBTQIA (lesbiche, gay, bisessuali, trans, queer, intersessuali e asessuali), ma anche gli stessi eterosessuali.

2. Da un certo punto di vista, se paragonata alla condizione gay, la situazione delle donne lesbiche è peggiore

Mentre nella società cinese tradizionale le donne venivano ignorate, potendo così godere di una certa forma di libertà personale a scapito di qualsivoglia diritto politico, oggi se confrontate agli omosessuali maschi, le donne lesbiche e le donne bisessuali sono vittime di una discriminazione doppia dovuta sia alla loro sessualità che al loro stesso sesso. E secondo me essere discriminata è peggio che essere ignorata.

Se oggi l’esclusione degli omosessuali maschi è indubbia, la tolleranza della società cinese verso le donne lesbiche è soltanto apparente. Lo sfruttamento e la negazione che le donne lesbiche subiscono sono infatti maggiori rispetto a quelli verso i gay, poiché le lesbiche sono vittime di una duplice pressione, che proviene sia dalla famiglia che dalla società, e che ancora oggi le imprigiona all’interno di finti matrimoni eterosessuali (spesso forzati), escludendole in tal modo dalla possibilità di una vita affettiva soddisfacente.

3. Per essere libere e trovare una partner affine è indispensabile aver prima trovato sé stesse

Che si tratti di lesbiche “TPL”, “PPL” (una coppia di donne entrambe femminili) o “TTL” (una coppia di donne entrambe mascoline), tutte dovrebbero comunque ricevere rispetto e accettazione sociale. A tal fine la collettività a ogni livello dovrebbe far sentire la propria voce poiché è proprio questa l’unica strada per costruire una società plurale.

Recentemente su Rela (una app cinese di incontri per lesbiche) è stata lanciata una mini-serie cult intitolata “Se i fiori parlassero” (“Girls who talk to flowers” è il titolo della versione inglese), nella quale vengono narrate le storie di alcune donne lesbiche e del loro percorso di accettazione personale. Oltre alle molte differenze con altre serie e film del passato, qui i riferimenti di mascolinità all’interno alla coppia sono rimossi e l’amore tra due donne è narrato alla stessa maniera di tutte le altre relazioni d’amore: le difficoltà, l’assenza di coraggio, i sospetti di gelosia e, naturalmente, il sesso sono identici.

Da questa mini-serie, in cui si colgono gli sforzi continui compiuti da donne lesbiche durante il loro percorso di affrancamento verso la propria identità, tutti gli stereotipi riferibili alle donne omosessuali vengono rifiutati, mostrando che la cosa più importante del percorso lesbico è seguire sé stesse e la propria libertà. Trovare la propria identità e accettare sé stesse sono cose difficili da realizzare, ma allo stesso tempo sono cose necessarie, che una volta raggiunte durano tutta una vita, nonostante per gli omosessuali tutto ciò implichi maggiori difficoltà.

Anche un personaggio della mini-serie cinese intitolata “Cucciolo di Tigre” affronta gli stessi problemi: in molte occasioni desidera dichiararsi in pubblico, ma da solo non ha la capacità di cercare sé stesso, né di ottenere risposte. Fortunatamente, attraverso l’esperienza e affrontando la propria interiorità ottiene la comprensione e l’amore di cui ha bisogno. Il messaggio della mini-serie è che la consapevolezza di sé riguarda soltanto cosa si prova e si percepisce verso sé stessi, e non quello che la gente pensa. In conclusione, ogni persona ha il diritto di aspirare all’amore e alla libertà e, anche se la strada da percorrere è lunga e faticosa, essa deve essere percorsa.

 

Li Yinhe per Sina
traduzione di Magenta
©2017 Il Grande Colibrì

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