India, lo spettacolo triste dell’omofobia a Bollywood

Il mondo dello spettacolo è spesso in prima linea nell’aiutare la società a superare i propri pregiudizi, compresa, ovviamente, l’omofobia. Anche in India gli artisti, i professionisti della tv, i registi e gli attori di Bollywood, l’enorme industria cinematografica del paese, si sono rivelati i migliori alleati delle persone LGBT (lesbiche, gay, bisessuali e transgender) e paladini dei loro diritti. L’immagine che se ne ricava è spesso quella di un mondo dello spettacolo che avanza verso una società più giusta e inclusiva, mentre le autorità pubbliche ostacolano questo progresso in ogni modo. E alcune decisioni sembrano prese apposta per confermare questa immagine, come il recente divieto che ha colpito “Unfreedom”, il film di Raj Amit Kumar reo, tra le altre cose, di mostrare scene di amore lesbico che – secondo l’ufficio per la censura – “accenderebbero passioni innaturali” (ilgrandecolibri.com).

La realtà, ovviamente, non è così in bianco e nero. Le istituzioni indiane, anche se in modo non lineare, iniziano a dare cenni di apertura e, sebbene i rapporti omosessuali siano ancora illegali, è proprio l’ufficio per la censura a lanciare un segnale positivo: per la prima volta ha autorizzato i canali tv a mandare in onda un video musicale LGBT senza tagli (gaystarnews.com). Si tratta del videoclip (qui sotto) di “Head Held High” (A testa alta), canzone del gruppo Friends of Linger. “Questa canzone – si legge nella sua presentazione – segue il percorso della lotta che ogni persona combatte per comprendere la propria sessualità, nonostante il condizionamento delle norme sociali, arrivando infine ad un senso di realizzazione e di gioia, perché tutti cerchiamo solo l’amore dal mondo che ci circonda“.

E se da una parte le autorità non si comportano sempre male (o forse a volte si comportano un po’ a caso), dall’altra il mondo cinematografico non è proprio un paradiso. È vero che Bollywood è piena di gay, ma quasi tutti rimangono nascosti e si fingono eterosessuali, come spiega Kirron Kher, l’attrice che per prima ruppe il tabù dell’omosessualità in tv, parlandone in un suo talk show: “Ci vorrà un bel po’ prima che le persone siano aperte su questo tema, ma il cambiamento non può che partire dall’industria cinematografica” (mumbaimirror.com).

Tutte le difficoltà delle persone LGBT anche nel mondo apparentemente dorato di Bollywood emergono drammaticamente nella storia dell’attrice Disha Ganguly. A quanto sembra, la donna divideva la propria vita sentimentale tra il promesso sposo, un altro attore, e una compagna clandestina, con cui conviveva. Dopo che i genitori hanno cacciato di casa la convivente e hanno aumentato fortemente le pressioni sulla figlia affinché si sposasse, Disha si è suicidata. Anche la sua amata, saputa la notizia, ha tentato di darsi la morte gettandosi sotto un treno, ma è stata fermata all’ultimo minuto. L’ambiente relativamente progressista di Bollywood non è bastato a proteggere le due ragazze dalle pesanti pressioni sociali (dnaindia.com).

Molte persone omosessuali cedono a queste pressioni, decidono di nascondere il proprio orientamento sessuale e accettano di sposarsi, ma anche questa scelta porta dolore e morte, come dimostra un altro suicidio che sta facendo discutere anche più di quello di Ganguly: Priya Vedi, una dottoressa di successo, si è tolta la vita dopo aver scoperto le chat segrete che il marito scambiava con altri uomini (khaleejtimes.com).

Intanto le minacce arrivate alla sua famiglia hanno convinto Thahir Mohammed Sayyed, rappresentante indiano a Mr Gay World, a rinunciare al concorso. D’altra parte in India la legge, perseguitando i rapporti omosessuali, sta dalla parte della criminalità: sono sempre più frequenti le gang che organizzano imboscate contro i gay, li fotografano mentre fanno sesso e poi li ricattano – e le vittime non solo non cercano la protezione della polizia, ma hanno come principale paura proprio quella di finire davanti alle forze dell’ordine. In certi casi, alcuni uomini hanno sporto denuncia, ma alla fine si sono ritrovati nei guai con la giustizia, mentre i loro estorsori non hanno dovuto subire alcuna conseguenza (channelnewasia.com).

 

Pier
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