2003-2013: dieci anni di cattivi gay nei film nigeriani

La scena di apertura di "Pregnant Hawkers"

Nollywood, l’industria cinematografica della Nigeria, ti incuriosisce e quindi decidi di vedere un film della “Hollywood di Lagos”. Hai letto di sfuggita sul web di “Pregnant Hawkers” (Venditrici ambulanti incinte), un mediometraggio di Patrick Hogan e di Okechukwu Ifeanyi che ha avuto parecchio successo. Il film, scopri, vuole denunciare le violenze sessuali di cui sono vittime tante donne africane. E poi lo puoi vedere gratuitamente su OgamadamTV. Interessante, no? Finiscono i titoli di testa ed ecco davanti a te un’incredibile scena di sesso anale: un ragazzo è a quattro zampe su un letto, un altro è dietro di lui e lo penetra con colpi veloci e appassionati, entrambi hanno le mutande calate sulle cosce e nient’altro addosso. Il passivo strabuzza vistosamente gli occhi quando l’attivo, che alza lo sguardo estasiato al cielo, colpisce con più forza o quando gli schiaffeggia le chiappe.

Non fai neppure in tempo a chiederti se hai avviato per sbaglio un video gay a luci rosse – anzi, fai in tempo a chiedertelo anche più volte, perché la scena dura un minuto intero – che sullo schermo la madre di uno dei due ragazzi spalanca la porta della camera da letto e, addolorata e traumatizzata dalla scoperta, inizia un po’ a svenire e un po’ a saltellare. I due ragazzi, visibilmente preoccupati, si rivestono a malincuore. Da lì in avanti il film proseguirà senza nessun altra scena pornografica… ma riuscirai davvero a concentrarti sulle vicende narrate dal film o continuerai a pensare (scandalizzato? divertito? perplesso? eccitato?) a quella prima scena? La domanda non è un’esagerazione, se teniamo conto che in Nigeria quasi tutta la discussione sul film si è esaurita in manifestazioni di scandalo per quelle immagini…

Nollywood è un’industria cinematografica in pieno boom: se nel 2009 muoveva un giro d’affari di circa 150 milioni di euro, oggi si stima che questo settore valga anche più di 350 milioni. Ma soprattutto Nollywood è un incredibile, gigantesco e laborioso formicaio cinematografico che sforna quattro o cinque film al giorno, così tanti che, anche se si tratta in genere di opere dal budget limitato (15mila euro in media), ha superato la statunitense Hollywood e si avvicina all’indiana e ancor più colossale Bollywood. Gli scandali per il cinema nigeriano sono pane quotidiano, ma la scena iniziale di “Pregnant Hawkers”, film uscito ad aprile di quest’anno, ha buone probabilità di segnare una svolta, esattamente a dieci anni da un altro film che ha fatto storia…

Cover di "Emotional Crack"
Cover di “Emotional Crack”

Lesbiche al cinema: un crollo emotivo

Pochi giorni dopo l’uscita di “The Avangers” nelle videoteche di New York e Londra, copie pirata erano già in vendita sulle bancarelle di Phuket, Kabul, Casablanca e La Spezia. E ovviamente di Lagos,  Port Harcourt e delle altre città nigeriane. Su quelle stesse bancarelle, però, sono finiti anche opere come “Brokeback Mountain” o serie come “Willy & Grace”. Insomma, non si può dire che il pubblico nigeriano non avesse mai potuto vedere un film a tematica LGBT. Eppure, stando alla ricostruzione fatta da Lindsey Green-Simms e Unoma Azuah nel loro interessante articolo “The video Closet” (Transition, n. 107, pp. 32-49), fino al 2003 Nollywood, in quarant’anni di storia, aveva presentato solo due lesbiche (una nel 1999, una nel 2001) e un gay (nel 1999) come personaggi secondari e marginali.

Nel 2003 Lancelot Oduwa Imasuen, uno dei padri fondatori di Nollywood, e Emem Isong, secondo alcuni la regista nigeriana più provocatoria di tutte, girano insieme “Emotional Crack” (Crollo emotivo; iRokoTV): per la prima volta una coppia lesbica è l’assoluta protagonista di una pellicola. Il film racconta la storia di Camilla, una donna inquietante e pazzoide, che lascia il proprio amante, Chudi, per sedurne la moglie, Crystal. Quest’ultima è una ragazza fragile, stanca delle violenze del marito e dei suoi continui tradimenti, e per questo – così almeno racconta il film – accetta le avances di Camilla. Il finale è inevitabilmente tragico, “per far accettare ‘Emotional Crack’ in Nigeria”, come ha spiegato Isong: Camilla si uccide con una coltellata, mentre Crystal torna dal marito-padrone.

“‘Emotional Crack’ è probabilmente il più sfumato tra i film di Nollywood che si occupano di omosessualità. Sebbene ripeta molti stereotipi offensivi […], suggerisce comunque che ci sia stato un amore genuino tra le due donne” scrivono Green-Simms e Azuah. Nonostante questo, o forse proprio per questo, il film ha avuto un successo clamoroso, diventando un vero e proprio cult di Nollywood: a distanza di dieci anni è ancora un titolo che registra buone vendite. “Nessun altro film di Nollywood ha trattato il tema dell’omosessualità con tanta complessità e, al tempo stesso, nessun altro dedicato a questo tema ha raggiunto il suo livello di successo e, in sostanza, di canonizzazione” sostengono ancora le due ricercatrici.

"Beautiful Faces"
“Beautiful Faces”

2003 – 2013: sesso, droga e omosessualità

In un mercato cinematografico in costante ebollizione come Nollywood è assolutamente normale che un blockbuster ispiri nel giro di pochi mesi numerosi altri film che cerchino di sfruttarne la scia. Ed è successo anche per “Emotional Crack”. Ci sono volute poche settimane perché Kabat Esosa Egbon tentasse il colpaccio della sua vita girando e facendo uscire “Beautiful Faces” (Facce meravigliose; iRokoTV), una storia cupa ed eccessiva in cui la reggente lesbica di una temibile confraternita nigeriana, dietro cui si cela un grosso giro di prostituzione, terrorizza un intero campus scolastico. Egbon non ottenne il successo sperato, ma il suo film inaugurò un intero filone tematico.

Nel corso degli anni sono diventati numerosi i film ambientati nei campus con protagoniste lesbiche che puntano su narrazioni inquietanti. Il modello di partenza, “Beautiful Faces”, è stato superato nell’esasperazione dei toni e nella scabrosità da tutte le successive imitazioni: film dopo film, infatti, ogni sceneggiatore ha condito la propria storia con elementi sempre più inquietanti e minacciosi, senza alcun timore di apparire esagerato. Il lesbismo, così, è stato rappresentato come intrinsecamente collegato all’abuso dell’alcol, al traffico della droga, alle violenze fisiche e sessuali, agli omicidi e soprattutto alla stregoneria, alla magia nera, ai riti satanici…

Intanto, mentre un’orda bieca e malefica di lesbiche invadeva gli schermi, gli uomini gay rimanevano invisibili (al personaggio secondario apparso in un film nel 1999 se ne aggiunse un altro solo nel 2009). Almeno fino al 2010, quando uscirono ben tre film incentrati su personaggi gay: “Hideous Affair” (Un flirt abominevole) di Ikenna Ezeugwu, “Dirty Secret” (Un osceno segreto) di Theodore Anyanji e “Men in Love” (Uomini che si amano; iRokoTV) di Moses Ebere. Soprattutto quest’ultimo, che racconta di un gay che violenta e lega magicamente a sé un ragazzo, fu accusato di promuovere l’omosessualità, sebbene la dipinga in modo del tutto negativo. Nessuno allora si aspettava che le cose sarebbero evolute tanto in fretta che dopo tre anni appena un film si sarebbe aperto con un’esplicita scena di sesso anale gay…

Una scena di "Men in Love"
Una scena di “Men in Love”

Maligni, pericolosi, soprattutto scandalosi

Dunque, da dieci anni il cinema nigeriano racconta storie di personaggi omosessuali: i film a tematica lesbica sono ormai decine e anche quelli con protagonisti gay stanno diventando sempre più numerosi. Proviamo allora a fare un bilancio. Tutte le storie hanno in comune due elementi: innanzitutto non offrono una visione realistica della vita delle persone LGBT, ma rappresentano l’immaginario collettivo, ricco di pregiudizi; in secondo luogo, basandosi su stereotipi malevoli, l’omosessualità è sempre presentata in chiave negativa. Inevitabilmente la lesbica è una donna con turbe psicologiche o dedita al culto del demonio, il gay è un delinquente o un uomo di potere che abusa della propria posizione; il rapporto omosessuale è ottenuto sempre con la violenza, il plagio, il denaro, il ricatto o l’aiuto di spiriti maligni.

La rappresentazione negativa dell’omosessualità sembra per ora inevitabile. Il motivo è presto detto: la forza delle chiese evangeliche fondamentaliste. Nollywood è un’industria che si concentra nel sud della Nigeria, in zone a netta maggioranza cristiana. Qui le chiese integraliste, anche grazie al fiume di denaro che da anni arriva dai correligiosi statunitensi, hanno imposto una visione molto omofobica tanto alla popolazione quanto alla politica [Il Grande Colibrì]. I produttori cinematografici, volenti o nolenti, devono tenere conto di un pubblico che non vuole vedere figure positive di omosessuali e di un’ufficio della censura che quelle immagini non vuole che vengano mostrate (anche se è pratica comune presentare una versione di un film alle autorità e poi far circolare sul mercato una versione del tutto diversa).

I film a tematica LGBT vengono girati sempre con la motivazione ufficiale di voler denunciare il dilagare dell’omosessualità e la sua normalizzazione. La vera motivazione, però, è più frequentemente tutt’altra: fare scandalo, che è il modo più semplice per  emergere un po’ dal magma ribollente delle centinaia di nuovi titoli che Nollywood continua a sfornare. E questo spiega bene la scena iniziale di “Pregnant Hawkers”, che infatti grazie allo scandalo suscitato è il film largamente più visto della sua casa di produzione… Intanto però l’effetto di questa cinematografia è ambiguo: da una parte continua a riprodurre gli stessi stereotipi negativi, dall’altra rompe dei tabù, forza i limiti dell’accettabilità sociale e soprattutto smentisce l’idea centrale della propaganda omofobica, cioè che l’omosessualità non sarebbe africana.

Eucharia Anunobi
Eucharia Anunobi

Il più grande virus di Nollywood

Il paradosso si ripete dietro agli schermi, dove i predicatori della “non africanità” dell’omosessualità sono i primi a denunciare come i gay controllino la Nigeria e, più in particolare, la sua industria cinematografica. La famosa attrice Eucheria Anunobi, ad esempio, ha sostenuto che nel cinema “gli uomini non sono più uomini” con argomentazioni piuttosto bislacche: “Un uomo, invece di sposare una donna secondo il progetto di Dio, sposa un altro uomo. Apre la bocca e dice: ‘Sono gay perché sono nato con una disfunzione ormonale’, ma questa è una bugia nata negli abissi dell’inferno. Dio non creerebbe un uomo mettendogli dentro ormoni femminili e non creerebbe una donna mettendole dentro ormoni maschili e poi dicendole: ‘Bene, hai un corpo femminile, ma inizia a pensare come un uomo’” [Online Nigeria].

La crociata anti-gay è guidata da John Okafor, star indiscussa, fervente cristiano e donnaiolo incallito. Okafor considera l’omosessualità “il più grande virus a Nollywood” [Nigeria Films] e ha più volte denunciato presunti ricatti: “Se vuoi un lavoro come attore emergente, devi andare a letto con alcuni affermati produttori gay. E’ passato il tempo delle attrici molestate sessualmente: ora tocca agli uomini. Anche le molestie degli uomini sulle donne sono sbagliate, ma si può facilmente chiudere un occhio. Perché non mettete il vostro pene nel posto giusto? Perché vi chinate per farvi penetrare da un idiota, distruggendo così il vostro futuro? Abbandonate Dio per chinarvi davanti al demonio… ma quando vi rialzerete, voi vi rialzerete come donne, mentre l’idiota che vi ha penetrati se ne andrà via come un re” [Nigeria Films].

La lobby gay che controllerebbe l’industria cinematografica ormai fa parte dell’immaginario collettivo. I commenti sui forum online, ad esempio, di solito sono durissimi, passando da “Nollywood è come Sodoma: pur di diventare attori, i ragazzi si chinano a novanta e aprono il culetto per farsi scopare da altri uomini!” a “Nollywood è un buco di culo dove si compiono atti abominevoli!”. Tuttavia non mancano gli scettici (“Gay e lesbiche sono meno del 5% della popolazione: come potrebbero controllare l’intera Nollywood?”) o le persone LGBT-friendly (“Il cinema può aiutare la Nigeria ad accettare i gay e questo sarebbe solamente un bene, aumenterebbe il nostro livello di progresso”). E soprattutto non mancano gli spettatori, che continuano ad alimentare il boom di Nollywood nonostante ogni accusa.

Bestwood Chukwuemeka
Bestwood Chukwuemeka

Dietro lo schermo: caccia all’attore gay

Se il pubblico guarda con assiduità i film “made in Nigeria”, questo non significa però che non si appassioni al gossip omofobico, sempre a caccia di nuovi attori contro i quali lanciare l’infamante accusa di essere gay. Comunque, se si esclude il caso di Bestwood Chuckwuemeka, un attore accusato di avere avuto un rapporto anale omosessuale e condannato, nonostante la mobilitazione dei suoi fan, a tre mesi di carcere (ma rischiava quattordici anni; Il Grande Colibrì), l’accusa non pregiudica quasi mai la carriera degli attori. Tuttavia, i sospetti non piacciono a nessuno: se nel 2010 Muna Obiekwe ha impersonato nello stesso anno un gay in due diversi film, oggi le star nigeriane sembrano sempre meno propense ad interpretare personaggi omosessuali, ruoli che sono dunque affidati solitamente ad attori ghanesi.

Un’eccezione a questa tendenza è stata proprio la scena iniziale di “Pregnant Hawkers”, dove il passivo è impersonato dal noto attore Benson Okonkwo. Che, dopo questa interpretazione particolarmente appassionata, è stato accusato di essere gay. Lui ha replicato così: “Quando [gli omosessuali] ci provano con me, io semplicemente rifiuto le loro avances e gli dico che hanno trovato la persona sbagliata. Magari sembro gay, ma non lo sono. La cosa interessante è che, se ci provano, cerco di farmeli amici” [Vanguard]. Evidentemente qualche passaggio di questa sua difesa non deve essere risultato abbastanza convincente: Okonkwo ha così deciso di annunciare alla stampa il matrimonio con la sua ragazza attraverso un servizio fotografico in cui le palpa i seni [Nigeria Films]. A scanso di equivoci…

Ancora più chiacchierato, però, è l’attore Alex Ekubo, il quale convive e non si separa mai dal modello Uti Nwachukwu. Anche lui dichiara di avere una fidanzata, che però nessuno ha mai visto. “Gli uomini di spettacolo di successo in Nigeria sono etichettati come gay o come Illuminati – si lamenta Ekubo – Questo è sconfortante. Che ve ne importa con chi vivo io o con chi vive Uti? Sappiamo tutti quanto costa vivere in un quartiere intellettuale di Lagos. Se hai un amico accanto al quale cresci e con il quale vuoi vivere, è un problema per qualcuno?” [Bella Naija]. Purtroppo la risposta sembra ancora essere un indiscutibile “sì”: l’accettazione sociale di una coppia omosessuale in Nigeria rimane roba da film di fantascienza. Un genere che a Nollywood non si è ancora sviluppato…

 

Pier
©2013 Il Grande Colibrì
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