Papa Francesco, un trans e quattro motivi di speranza

Quando, un anno fa, l’edizione fiorentina di repubblica.it aveva raccontato che una coppia di omosessuali della città aveva scritto a papa Francesco e aveva ricevuto una risposta, ben conoscendo il contenuto della lettera e le forme della risposta, mi sono detto che, davvero, molto spesso i media fanno dire alle notizie quello che in realtà le notizie non dicono affatto. 
La lettera scritta dai due gay fiorentini non era altro che la lettera che era stata sottoscritta anche da me e da molti altri omosessuali credenti italiani, la risposta era una di quelle risposte formali, firmata da un funzionario della Segreteria di Stato vaticana, che inizia con la formula: “Il Santo Padre ha ricevuto la lettera inviata” e che finisce con una formale benedizione.

Niente di nuovo, dunque. Anche perché posso dire di essere a conoscenza di corrispondenze analoghe con omosessuali credenti che avevano coinvolto i predecessori di papa Francesco e che, nel caso di Benedetto XVI, vedevano giungere all’omosessuale che aveva scritto al papa, oltre che una risposta formale, anche un’immaginetta del papa stesso.

Quando ho letto la notizia che il papa aveva ricevuto un uomo transessuale (hoy.es), ho pensato che qualche anno fa il presidente della Conferenza Episcopale Italiana aveva incontrato alcune donne transessuali durante la visita che aveva fatto alla comunità di San Benedetto al Porto, animata da don Gallo (repubblica.it).
 E’ vero che nelle foto che documentavano quell’incontro il viso del cardinal Bagnasco non sembrava molto rilassato, ma è anche vero che un personaggio di quel calibro non incontra pubblicamente delle persone senza dare il suo consenso e che, quindi, forse in seguito all’insistenza di don Gallo, forse per una sua naturale empatia, il cardinal Bagnasco aveva senz’altro dato il suo assenso all’incontro le cui immagini erano poi state diffuse dalla stampa italiana.

La prima reazione, quindi, è stata quella di assistere a uno di quei processi di esagerazione delle notizie che ogni tanto capita di vedere. 
Poi ho letto meglio tutta la vicenda e ho pensato che nel gesto di papa Francesco c’è comunque qualcosa di profetico. Non era infatti un incontro costruito per finire sui giornali: dalla sala stampa vaticana non è trapelata nessuna notizia e il primo organo di stampa cattolico che l’ha ripresa, l’ha fatto mezza giornata dopo che l’indiscrezione era comparsa sui siti di alcuni quotidiani spagnoli.

Era poi il risultato di un percorso di conoscenza e di ascolto che era iniziato da parecchie settimane: da quando Diego Neria Lejarraga (questo il nome del transessuale ricevuto sabato scorso da Bergoglio) ha scritto al papa per raccontargli le sofferenze che ha dovuto patire nella sua comunità parrocchiale in seguito alla decisione di cambiare sesso. Ci sono poi state due telefonate da parte del papa che, fino a ieri, erano rimaste segrete. E l’incontro è stato il risultato di un percorso che, probabilmente, non aveva niente di casuale. E così mi sono accorto che non solo c’è la notizia, ma che in questo caso le notizie sono più di una.

Una prima notizia è che il papa ha voluto sentire dalla voce viva del protagonista della vicenda, quali sono state le difficoltà e le sofferenze che hanno rischiato di allontanare dalla Chiesa questa persona transessuale.

Una seconda notizia è che il papa ha voluto ristabilire in prima persona il corretto rapporto tra l’accoglienza nella chiesa e l’eventuale valutazione morale dei comportamenti di un credente. Un parroco che accusa un suo parrocchiano di essere un “figlio del Diavolo” non ha senz’altro capito questo rapporto. Così come non l’hanno capito i tantissimi uomini di chiesa che dicono che i transessuali non hanno alcuna speranza di salvezza se non ritornano sui propri passi.

Il papa, ricevendo questo uomo transessuale, ha ribadito quello che aveva sostenuto un anno e mezzo fa quando rientrava dal suo viaggio a Rio de Janeiro, ovvero che nessuno di noi può giudicare la fede di un fratello e che nessuno di noi può sostituirsi a Dio che conosce il cuore di ciascuno di noi e che, valutando nel modo giusto tutte le nostre azioni, non finisce mai di starci vicino e di amarci con il suo amore incondizionato (ilgrandecolibri.com).

Una terza notizia è legata al fatto che il papa ha ricevuto, insieme a Diego Neria Lajarraga, anche la sua attuale compagna. Dal punto di vista del codice di diritto canonico (che non riconosce in alcun modo il cambiamento di sesso), quella formata da Diego e dalla sua compagna è una coppia irregolare. Ma dal punto di vista del Vangelo sia Diego che la sua compagna sono due persone che si vogliono bene e che cercano di aiutarsi a vicenda a seguire il Signore. Più di una volta Francesco ha fatto capire che, per lui, il Vangelo è più importante del codice di diritto canonico (e forse questo è uno dei motivi per cui molti dei cardinali che più si sono opposti alle sue scelte sono proprio dei canonisti). E anche questa volta, accettando di ricevere Diego insieme alla sua compagna, ha ribadito questa verità.

L’ultima notizia è che tutta questa vicenda, a un certo punto, è uscita dalla riservatezza con cui era stata gestita ed è finita anche su un giornale controllato dalla Chiesa cattolica come avvenire.it.

Sono sicuro (anche perché in alcuni casi ho assistito ad episodi del genere) che ci sono vescovi che non hanno rifiutato una benedizione a dei loro conoscenti omosessuali che chiedevano di incontrarli per presentare il loro compagno (uno di questi vescovi, quando gli ho fatto notare che era in corso, da parte della Chiesa cattolica italiana, una vera e propria guerra contro il riconoscimento delle unioni omosessuali, mi ha risposto dicendo: “Durante la mia vita di prete ho benedetto di tutto: dalle mucche ai trattori. Immaginarsi se mi rifiuto di benedire due persone che si vogliono bene!“), ma la cosa non era mai trapelata. Adesso invece è di dominio pubblico che il papa, non solo ha ricevuto un uomo transessuale, ma che ha incontrato anche la donna che, con questo uomo transessuale, ha una relazione d’amore.

Le notizie, quindi, questa volta ci sono. E sono tutte delle belle notizie.

 

Gianni
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2 commenti

  • Spiace che non ci sia nessun commento, perchè questo articolo è bellissimo.
    Forse è più comodo continuare a pensare la Chiesa come un nemico monolitico, e alle sue gerarchie come a un gruppo di sadici che godono nel negarci i nostri diritti. E invece, questo episodio rivela che non c'è niente di così definito; che la lotta tra cardinali è molto più furibonda di quella contro di noi; che la responsabilità dell'arretratezza italiana è tutta dei politici italiani che si dichiarano cattolici a vanvera.

    • E cosa mi dite invece del suo aver appoggiato il referendum contro i diritti delle coppie dello stesso sesso in Slovacchia? Anche questo è un bel segnale di speranza e di apertura? Ci siamo illudendo riguardo a Papa Bergoglio, non è il Papa riformista che vuol far pensare di essere.

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