La promessa di una “seconda vita” per master e slave

Second Life, fetish life
Ossia: virtualmente parlando, il BDSM è possibile anche così?

Se devo essere sincero, io pensavo che la risposta fosse un secco “no” all’inizio del mio percorso di esplorazione. Ora non sono più così tassativo in merito… ma andiamo per gradi. E’ possibile che qualcuno di voi non abbia la più pallida idea di cosa sia Second Life e cosa significhi davvero l’acronimo BDSM. Occupiamoci di questi due “antipasti” prima di passare al piatto forte (per qualcuno sarà sicuramente troppo forte, ma per fortuna basta cliccare sulla prossima pagina del blog, e tutto si risolve!).

Second Life è molto semplicemente un mondo virtuale interattivo, a cui si accede tramite un semplice programma di visualizzazione (un “viewer” o “visualizzatore”, per usare il mai utilizzato termine italiano), e che è “costruito” dall’interazione di tutti i partecipanti. In tale mondo si impersona un avatar, che può avere una casa, che chiacchiera con gli avatar vicini, che va a visitare mostre e che può fare anche sesso (e sesso “spinto” per di più). Un enorme mondo virtuale a cui si accede del tutto gratuitamente (sia il programma di visualizzazione che la permanenza nel mondo sono completamente gratuite).

Ovviamente, più si vuole personalizzare la propria esperienza (ed accedere quindi a case od oggetti particolari, se si vuole un supporto personalizzato, eccetera…) si devono acquistare dei servizi aggiuntivi, la maggior parte dei quali pagati all’interno del mondo con la valuta virtuale, i “dollari linden” (dal nome del creatore e della società proprietaria di questo mondo fittizio) che si possono acquistare, o meglio scambiare con valuta reale negli appositi mercati. L’accesso base e la maggior parte delle possibilità di interazione ed esplorazione restano comunque realmente gratuiti e liberamente accessibili.

Come tutti gli ambiti di socializzazione e di scambio di informazioni, il sesso ha una parte in questo (esistono regioni accessibili solo ai maggiorenni, club, oggetti specifici, eccetera..), così come il sesso ha una parte nella vita della maggior parte di noi (in una forma o nell’altra).

Qui ci concentreremo su una forma particolare di questo connubbio, ossia l’esperienza in Second Life (da ora abbreviato in SL) delle relazioni legate al BDSM. E qui arriva il secondo antipasto (spero non indigesto), ossia un semplice chiarimento di cosa significa davvero questa sigla. BDSM sta per “Bondage Disciplina Sado Masochismo“: attenzione quindi a non ridurlo alle scene a cui ci abitua l’immaginario comune (il padrone che frusta lo schiavo, e lo schiavo che urla “Sì, sì, ancora, ancora!”), perché sono almeno quattro i mattoni base di questa cultura, ciascuno diverso dagli altri e a suo modo importante (e in effetti sono anche più di quattro, ma dato che questo è solo un antipasto, evitiamo di mettere ulteriore carne al fuoco!)

A queste due avvertenze, ne aggiungo una terza (e poi giuro ho finito): SL è una realtà così variegata, un mondo così vasto, ed i suoi utilizzatori sono così differenti uno dall’altro, che ovviamente io posso solo parlare di un limitato aspetto di una limitata esperienza personale. Ovviamente SL non deve essere ridotta solo a questo (né quanto da me detto preso come “verità” assoluta… nel mondo virtuale non esistono tali verità!).

Ed ora… iniziamo proprio dal principio, ossia da quando, scaricato il viewer suggerito dal sistema, muoviamo i primi passi in quel nuovo ed inesplorato mondo.

Subito i primi problemi!! 
(Se tutto il mondo è paese, lo stesso vale per i mondi virtuali)

La scelta dell’avatar: per uno come me, che aveva chiara in testa l’idea di voler esplorare i “bassifondi” di SL, tutti gli avatar proposti sono troppo “alla moda”, “fighetti”, o semplicemente “vanilla”. Ma una scelta va fatta… e poi immagino ci sia modo di personalizzarli (come scopro subito dopo), almeno togliendogli la maglietta! E via, esplorazione dei primi chilometri di mondo, scoperta del motore di ricerca ed inserimento delle parole chiave “BDSM gay”… e si apre un mondo (un altro, quel “bassofondo” a cui puntavo). Raggiunto il club virtuale (proprio come entrare in un locale: bancone, sedie, altri avatar, anche se solo un paio) lo esploro: una infinità di attrezzature, gabbie, croci, attrezzi (virtuali) fantascientifici…

Ma non li posso usare! Per due motivi: non ho il programma di visualizzazione adatto (uno che dia accesso a questo tipo di contenuti, funzione chiamata “RestrainedLove Viewer” o “RLV”) – e quindi lunga ricerca online per trovarne uno da scaricare e installare – e… il mio avatar non ha l’attrezzatura adatta.

E qui (come diceva il mio professore di filosofia) apro una parentesi: qui abbiamo il primo “scontro” tra il BDSM, il mondo reale e quello virtuale. Mentre nel mondo reale la regola “non hai attrezzatura, quindi non si fa niente” vale purtroppo per molti praticanti, e anche procurarsi il minimo indispensabile significa spendere non solo decine ma spesso centinaia di euro, tanto da scoraggiare, a volte, i principianti, in SL l’attrezzatura di base (collare, polsiere/cavigliere e magari una tuta di gomma) con un po’ di ricerca, un po’ di sano olio di gomito e uno o due suggerimenti dagli altri utenti esperti presenti (mai – mai! – avere paura di chiedere… è anche un ottimo modo per “attaccare discorso” con gli altri avatar) ce li si può procurare senza spendere nemmeno un dollaro virtuale. Certo non sono incredibilmente elaborati ma fanno il loro mestiere e permettono a me (schiavo desideroso di imparare) di fare il mio!

Ora ci sono: ho l’aspetto giusto (in un mondo virtuale come SL è fondamentale sembrare quello che si vuole essere: dato che si può essere qualsiasi cosa, l’aspetto conta tantissimo, quindi è necessari  fare attenzione, e magari investire un poco, nella personalizzazione dell’aspetto del proprio avatar… ed è anche una attività divertente!); ho il giusto programma che accetta i comandi RLV sia dagli avatar sia dalle varie attrezzature con cui si interagisce (un altro avatar deve poter, semplicemente toccando il tuo collare ed attivando dei comandi automatici, metterti un guinzaglio per guidarti, impedirti di liberarti, legarti ad una croce di sant’Andrea, limitare la tua libertà di parola o anche di visione a schermo: senza questa facoltà di controllo, sarebbe troppo estenuante dover interpretare tutto e animare personalmente ogni singolo dettaglio dell’interazione); ho la giusta attrezzatura che mi permette di accedere a quei comandi automatici “pre-inseriti” nel mondo e negli oggetti di SL.

E qui ci sarebbero molte altre parentesi da aprire (come usare bene l’RLV, come attrezzarsi al meglio, perchè spendere dollari viruali se ci sarà sempre qualcuno attrezzato meglio di te…), ma evitiamo per ora di mettere sul piatto troppe cose.

Ed ora che posso iniziare… cosa diamine dovrei fare???
Ossia, non è la potenza dello strumento che conta, ma come lo so utilizzare

So che vorreste sordidi dettagli, come e su quali attrezzature sono stato usato, in quali luoghi mi hanno condotto, quanti e quali limiti sono stati toccati, ma – ahimè! – non li avrete, per tre semplici ragioni. Primo: la mia esplorazione è iniziata solo pochi giorni fa, non ho purtroppo avuto il tempo di accumulare molti dettagli “piccanti” (e sottolineo purtroppo). Secondo: ogni interazione è differente, e si basa sulle altre persone che si incontrano nei luoghi virtuali che si visitano. Terzo: i dettagli pratici sono forse la cosa meno importante!

Vale la pena di spiegare quest’ultima frase: chi di voi conosce il mondo del BDSM sa che nella realtà i dettagli sono fondamentali, dettagli di comportamento, di postura, di abbigliamento o mancanza dello stesso, dettagli e cautele nelle singole pratiche, eccetera… Ma ricordate, qui siamo in un contesto virtuale: in SL ci sono due differenti piani di azione.

Quello visivo: non aspettatevi grafica da videogioco di ultima generazione (nemmeno da World of Warcraft), scene da film porno, dettagli perfetti e scene che scorrono veloci. La grafica è buona, l’animazione presente, ma si tratta solo di un supporto per l’immaginazione. Troppo spesso ci si scontra con la necessità di scegliere da menù molto poco “sexy”, oppure l’avatar, a causa di problemi di linea, assume movimenti e pose assurde, oppure alcune parti del mondo “spariscono”, poichè le risorse non sono sufficienti per calcolarle… Insomma, la parte visuale è buona, ma da sola sarebbe davvero poca cosa (e non solo rispetto al mondo reale)

Quello interattivo: qui le possibilità si aprono. Si aprono al definitivo “gioco di ruolo” che è parte dell’universo BDSM: se vuoi entrare nel mondo, ci devi entrare con un passato (completa il profilo!) e assumere la tua parte il più possibile (nei gesti, nel linguaggio, o nell’assenza di linguaggio, nei modi di interazione); e, nel gioco di ruolo, si può sperimentare la possibilità del “Total Power Exchange”, ossia la cessione di tue facoltà basilari a chi ti domina, a colui al quale hai scelto di sottometterti. E dato che siamo in un mondo virtuale, e quindi il pericolo di danni, di abusi, di perdite, è ridotto all’assoluto minimo, lo “scambio di potere” può essere totale e totalmente soddisfacente (per entrambi i ruoli).

In questi due elementi (gioco di ruolo e scambio di potere) sta, a mio modestissimo parere, la vera forza di SL (se usata in questo contesto). La possibilità di dare vita al proprio bisogno di sottomissione e di umiliazione (tipico del soggetto sottomesso) può raggiungere i livelli dell’oggettificazione, del “controllo mentale profondo”, della mutazione fisica… insomma può raggiungere i livelli che nel mondo reale sono pure fantasie da letteratura erotica.

Per rispondere quindi alla domanda iniziale, ora credo che, nel BDSM, la lettera D sia ben rappresentata in un mondo virtuale come “second life”, lasciando ovviamente la parte SM alla pura fantasia del soggetto. Io continuerò le mie sperimentazioni, e vedremo quanti “dettagli piccanti” potranno emergere col tempo e con l’impegno!

 

RubbeRobot01 (identità SL)
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