Sesso e salute: un’app nigeriana aiuta le persone LGBT

due schermate dell'app nigeriana quick care
Due schermate dell'app LGBT nigeriana "Quick Care"

La Initiative for Equal Rights (Iniziativa per l’uguaglianza dei diritti), una organizzazione non governativa (ONG) nigeriana, ha lanciato su Google Play un’app per telefoni cellulari chiamata “Quick Care” (Assistenza veloce). Lo scopo è essere d’aiuto alle minoranze sessuali della Nigeria, affinché possano accedere a servizi sanitari, a utilissime informazioni sulle malattie sessualmente trasmissibili, a suggerimenti per il sesso sicuro e a un elenco completo di strutture LGBT-friendly in tutto il paese [Konbini].

L’idea di questa ONG nasce semplicemente dai reali e grandi problemi che le persone omosessuali vivono nel paese: servono aiuti concreti che possano renderle consapevoli di quello che possono ricevere dall’assistenza sanitaria e di come accedervi.

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L’omosessualità è ancora criminalizzata

Essere LGBTQIA (lesbiche, gay, bisessuali, transgender, queer, intersessuali e asessuali) in Nigeria non è facile. Le leggi laiche, come quelle islamiche in vigore nel nord del paese, sono contrarie alle relazioni tra persone dello stesso sesso, per non parlare dei veri e propri rapporti sessuali: la sezione 214 del codice penale punisce gli atti contro l’ordine della natura con 14 anni di carcere.

Inoltre il Same-Sex Marriage Prohibition Act, la legge promulgata nel 2014 dall’ex presidente Goodluck Jonathan, prevede 14 anni di carcere per chi sposa una persona dello stesso sesso e 10 anni per chi prende parte alla realizzazione di un matrimonio gay, frequenta club omosessuali, partecipa ad associazioni o mostra pubblicamente relazioni amorose omosessuali [Il Grande Colibrì].

La sharia (legge islamica) è in vigore dal 2000 nei 12 stati a predominanza islamica del nord del paese e prevede la pena di morte quando il rapporto sessuale è consumato da due uomini o la fustigazione e la carcerazione quando invece si tratta di due donne. Poco più di un mese fa c’è stato un arresto di massa, con 53 persone indagate con l’accusa di cospirazione: secondo la polizia stavano organizzando un matrimonio tra due uomini [Il Grande Colibrì].

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Le cose cambiano anche in Nigeria?

Nonostante questo, NOI Polls, la prima organizzazione per i servizi elettorali in Africa occidentale, ha pubblicato un sondaggio sulla percezione sociale dei diritti di lesbiche, gay e bisessuali: dalla ricerca, commissionata da The Initiative for Equal Rights (L’iniziativa per l’uguaglianza dei diritti; TIERS), un’organizzazione non profit che lavora per proteggere i diritti delle minoranze sessuali, risulta un incremento del tasso di accettazione.

In particolare si è verificato un aumento dell’accettazione da parte delle famiglie dall’11% del 2015 al 13% del 2017. Il 39% dei nigeriani è favorevole all’accesso ai servizi pubblici per lesbiche, gay e bisessuali, un aumento del 9% rispetto al 2015. Si è rivelato sorprendente anche che il 17% degli intervistati abbia risposto di sì quando gli è stato chiesto se conosce una persona LGBTQIA tra i propri familiari, amici o conoscenti [Il Grande Colibrì].

 

Ginevra
©2017 Il Grande Colibrì

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