Skip to main content

L’India ha recentemente depenalizzato l’omosessualità, abbandonando la Sezione 377, controversa legge coloniale. Sebbene la Gran Bretagna se ne sia sbarazzata nel 1967, rimane ancora oggi una minaccia per la comunità omosessuale e transgender in molti stati con un passato coloniale. Nonostante il cambiamento dello status giuridico, la terra in cui è stato scritto il Kamasutra ha ancora una lunga strada da percorrere quando si parla dell’accettazione della popolazione LGBTQIA (lesbiche, gay, bisessuali, trans, queer, intersex e asessuali).

Gaylaxy Magazine

Sukhdeep Singh, un webmaster di 31 anni di Delhi, è molto noto nella comunità queer indiana. Ingegnere informatico di professione, Sukhdeep ha creato quella che è diventata la più grande piattaforma online per la comunità queer indiana. Questa comunità si rispecchia nel Gaylaxy Magazine perché pubblica articoli, blog e storie di persone queer in India, che danno voce all’intero subcontinente indiano.

Gaylaxy è seguito da tantissime persone in India, Pakistan, Bangladesh e negli altri paesi dell’Asia meridionale. Neppure lo stesso Sukhdeep è in grado di misurare l’eccezionale livello di fama raggiunto dalla rivista Gaylaxy. È rimasto sorpreso recentemente quando, visitando il Nepal, un uomo gli si è avvicinato e gli ha chiesto se fosse “il tizio di Gaylaxy”. Le comunità emarginate sono fluide per natura: trovano un collegamento per raggiungersi tra loro in un modo o nell’altro.

L’India detta le linee di tendenza dei paesi dell’Asia meridionale. Una rivista online come Gaylaxy non solo ha dato speranza a molte persone queer, ma ha svolto un ruolo importante anche nell’integrare i colori dell’arcobaleno nella società indiana.

Connessi anche in campagna

Sukhdeep Singh adora viaggiare. Ama informarsi. Facebook lo tiene sempre attivo. Ma nonostante sia un millennial indiano sempre alle prese con le app e il mondo di internet, Sukhdeep ama molto leggere libri. Dicono che i libri ti fanno sviluppare l’immaginazione come nient’altro al mondo. La passione per l’uguaglianza e l’amore per la giustizia hanno fatto sì che Sukhdeep si rendesse conto che mancava una piattaforma per le minoranze sessuali e di genere nella sua società.

Gaylaxy è stata l’unica piattaforma con cui molti indiani che abitano nelle zone rurali hanno potuto connettersi e interagire. In altre parole, Gaylaxy ha avuto la funzione di Manjam (sito di incontri per uomini gay e bisessuali molto diffuso in Medio Oriente e in Asia meridionale) o di Grindr per molti indiani che vivevano nei villaggi o nelle città più piccole. E Gaylaxy ha denunciato molti problemi di discriminazione e di odio nella società che sono stati poi trattati dai media mainstream e dal governo.

La fiamma del cambiamento

A proposito del governo, Sukhdeep Singh è molto fiducioso riguardo al cambiamento atteso dopo l’abolizione della sezione 377. Anche se è troppo presto per prevedere qualcosa, alla fine il cambiamento non potrà che avvenire.

Sukhdeep afferma che il mondo delle imprese in India ha iniziato a utilizzare temi queer-friendly nella pubblicità, il che è sicuramente un passo positivo. Le organizzazioni di tutto il paese stanno attuando politiche inclusive nei confronti delle persone LGBTQIA. Un recente film di Bollywood, “Ek Ladki Ko Dekha Toh Aisa Laga” (Come mi sono sentita quando ho visto quella ragazza) di Shelly Chopra Dhar, era basato su una storia d’amore lesbica. C’è anche qualche altro film su tematiche queer: questi film avranno un effetto sul lungo periodo nel rendere la società indiana e globale più consapevole.

Insomma, si sono avviate molto cose contemporaneamente e ci possiamo aspettare nei prossimi anni un cambiamento sociale profondo. E Sukhdeep è sicuro che la fiamma del cambiamento che si è accesa in India prima o poi attraverserà i confini e arriverà nei paesi vicini.

L’inazione di Narendra Modi

Rispondendo a una domanda sul ruolo del governo indiano nella sensibilizzazione della società, Sukhdeep Singh ha dichiarato: “La Corte suprema nel suo verdetto del 2018 sulla sezione 377 ha chiesto al governo non solo di divulgare il verdetto, ma anche di prendere varie misure correttive a favore della comunità LGBTQIA.

Tuttavia, l’ultimo governo non ha fatto nulla di simile. Il progetto di legge sui diritti delle persone transgender che il governo aveva presentato al parlamento era così orribilmente malsana che l’intera comunità transgender era contraria, ma, nonostante una commissione parlamentare mista abbia suggerito vari cambiamenti, molte delle clausole e delle definizioni problematiche sono state mantenute”.

Per fortuna questa proposta di legge è decaduta con lo scioglimento del parlamento prima delle elezioni. Nelle elezioni appena concluse, alcuni partiti come l’Indian National Congress (Congresso Nazionale Indiano), di centro-sinistra, e il Communist Party of India (Marxist) (Partito Comunista d’India – Marxista) hanno espresso sostegno ai diritti degli omosessuali. Anche se le elezioni sono state vinte dal nazionalismo di destra del Bharatiya Janata Party (Partito indiano del popolo), Sukhdeep è fiducioso che il futuro della comunità queer indiana sarà luminoso.

Sikhismo arcobaleno

Come l’islam, anche il sikhismo non parla direttamente di omosessualità. Sukhdeep Singh non ha dubbi sul fatto che la sua sessualità e la sua religione siano in armonia. Il sikhismo promuove l’uguaglianza e ne fa il proprio massimo obiettivo. Sukhdeep crede che la sua religione lo abbia aiutato a capire l’esistenza in modo più realistico, dal momento che il sikhismo si concentra molto sull’autoconsapevolezza.

Sukhdeep è davvero una speranza importante per la comunità queer in India. Crede che il governo dovrebbe promuovere continue pratiche di sensibilizzazione, oltre a leggi contro la discriminazione e l’odio. Vuole che il mondo sia compassionevole con tutti gli esseri umani. Nell’era della digitalizzazione, vuole che la società si connetta più con il contatto diretto tra le persone che con app e social network alla moda. La pace prevarrà attraverso anime coraggiose come Sukhdeep Singh.

Sunny (Faisal Zia) (sunnyfzia@gmail.com)
traduzione di Pier Cesare Notaro
©2019 Il Grande Colibrì
foto: ©Sukhdeep Singh / Il Grande Colibrì

Leave a Reply