Talent show arabo a sorpresa: messaggio d’amore gay

Pakistan, la leader delle transgender candidata alle elezioni
USA: ragazzo con tacchi, gli impediscono l’accesso a scuola
Ungheria, il divieto per i matrimoni gay nella Costituzione
Azad rimanga in Norvegia: nuove adesioni per l’iracheno

MOI La trasmissione Arab Idol (un talent show simile a Italia’s Got Talent), trasmessa nel mondo arabo dal canale MBC1, ha diffuso il video della partecipazione di un giovane marocchino, che una volta di fronte ai giudici ha dichiarato in musica il proprio amore per uno dei tre giurati (il cantante libanese Ragheb Alama), suscitando l’ilarità degli stessi giurati e la riprovazione di milioni di spettatori. Il diciottenne Mohamed Jedil purtroppo ha firmato la liberatoria per la messa in onda del filmato senza sapere come sarebbe stato montato il video, con il risultato che la sua esibizione è ora oggetto di dileggio e che moltissimi commenti negativi e anche qualche minaccia di gruppi omofobi gli hanno suggerito di non uscire più di casa. Mohamed ha pubblicato quindi un video di scuse a tutti i marocchini che si sono sentiti offesi dalla sua esibizione, precisando però che non accetta di essere giudicato per ciò che è e che prova. Che il ragazzo non abbia superato la prova di ammissione alla trasmissione è, oltre che senza importanza, piuttosto scontato (bisogna anche ammettere che ci sono parecchi cantanti migliori), ma bisogna aver a cuore la sua sorte perché il coraggioso Mohamed non si senta solo nella sua battaglia per esprimersi liberamente (Gay Maroccosegui MOI Musulmani Omosessuali in Italia).

POLITICA La particolare situazione del Pakistan, dove appena una settimana fa è stata annunciata l’introduzione di quote rosa per i transessuali (Il grande colibrì), ha generato una nuova sorpresa in positivo: la leader del movimento transessuale nazionale, Shahana Abbas Shani, ha infatti deciso di candidarsi alle elezioni della provincia del Punjab. “Non abbiamo altro modo per essere ascoltate – ha spiegato la guida dell’associazione pakistana transgender – e ora che la Corte Suprema ci ha concesso di avere una carta d’identità, la useremo per conquistarci i nostri diritti“. La concessione della terza identità di genere sul documento ha significato per i transessuali pakistani la fine di molte discriminazioni, incluse l’impossibilità di accedere ad aiuti internazionali in caso di catastrofi (come l’alluvione dell’estate 2010) e la facoltà di accedere a manifestazioni di protesta. Ma ora la strada è tracciata e Shani promette che di qui in avanti molte cose cambieranno in meglio per la popolazione transessuale pakistana (LGBT Asylum News).

CRONACA Tyreese Maye è uno studente della Niagara Falls High School. E’ apertamente omosessuale e ha forse qualche velleità di essere popolare. O forse, semplicemente, vuole che i suoi diritti siano riconosciuti: e così qualche giorno fa si è presentato a scuola con tacchi a spillo degni di un trampoliere. Ma le istituzioni scolastiche gli hanno negato l’accesso, sostenendo che il suo comportamento sarebbe stato fonte di distrazione: “Ma allora le ragazze che girano mezze nude per la scuola? Quelle sì che distraggono” ha ribattuto Tyreese (Prince.org). A questo punto l’amministratore della scuola ha addotto ragioni di sicurezza : in caso di incendio il giovane non sarebbe in grado di fuggire: eppure Tyreese (che ha ottenuto la solidarietà di una ventina di studenti e centinaia di supporter su Facebook) se la cava bene sui suoi tacchi! (YouTube)

MONDO Che l’Ungheria non fosse propriamente adatta a far parte dell’Unione Europea si era già capito da diversi provvedimenti illiberali, comprese diverse leggi che limitano la libertà di stampa. E’ purtroppo di ieri la notizia che è stata approvata una serie di modifiche costituzionali che sancisce il divieto di matrimoni omosessuali e che affianca a questa norma parecchi articoli di sapore xenofobo. Come spesso accade nei regimi illiberali, per accreditarsi all’opinione pubblica, si porta dalla propria parte un dio, tanto che la nuova Costituzione ungherese comincia con un emblematico “Dio benedice gli ungheresi“. Il vero dramma è che per cambiare questo testo, d’ora in avanti, sarà necessaria una maggioranza di due terzi dei parlamentari: una maggioranza che sarà ben difficile possa costituirsi in un prossimo futuro (Têtu).

MOVIMENTO Ricordiamo a tutti i lettori di inviare messaggi all’Ambasciata norvegese per la concessione dell’asilo all’iracheno Azad (il testo: Il grande colibrì). L’appello è disponibile anche in francese e inglese, qualora aveste dei contatti esteri a cui proporlo. All’appello che Il grande colibrì ha lanciato con Gruppo Everyone hanno aderito anche l’associazione HM2F (Homosexuel-les musulman-es de France) e CALEM (Conferenza delle Associazioni LGBTQI Europee e Musulmane).

 

Michele
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