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Per dare un senso alla realtà che ci circonda, spesso proviamo ad addomesticarla, a farla rientrare in schemi che ci sono familiari. E così continuiamo ad indicare semplicemente come “il coronavirus” quello che tecnicamente si chiama SARS-CoV-2. Fin qui niente di male. Il problema nasce quando cerchiamo di dargli un senso attribuendogli volontà o persino intenzioni morali: interpretarlo come una punizione divina, pensare che voglia colpire di più qualcuno o qualcun altro, immaginare che abbia lanciato una sfida alle nostre libertà o al nostro stile di vita è assurdo e non aiuta a contrastare la pandemia in corso. Quello che serve è mantenere uno sguardo lucido e armarsi di pragmatismo.

“Fatelo strano”

Da questo punto di vista sono esemplari le indicazioni del dipartimento per la salute di New York, recentemente aggiornate e ampliate rispetto alle precedenti tenendo conto delle ultime evidenze scientifiche, dei tanti dubbi ancora irrisolti e anche e soprattutto dei bisogni della cittadinanza. Così l’agenzia suggerisce “strategie per ridurre il rischio di diffondere il COVID-19 durante il sesso. Le decisioni sul sesso e la sessualità devono tenere conto della salute personale e pubblica. Durante questa lunga emergenza sanitaria, le persone faranno e dovrebbero fare sesso. Considerare le strategie di riduzione del danno ridurrà i rischi per te, per i tuoi partner e per la nostra comunità“.

Basarsi sulle evidenze scientifiche ed evitare di attribuire intenzioni morali a un virus significa fare scelte che hanno ben poco a che fare con il romanticismo e con altre visioni moralistiche della sessualità. E così sono al bando i baci e molte carezze, ma c’è il semaforo verde per opzioni che faranno arrossire molti: “Fatelo un po’ strano. Usate in modo creativo le posizioni sessuali e le barriere fisiche, come le pareti, che permettono il contatto sessuale evitando di avvicinare i volti“. Insomma, anche se non li cita con il loro nome, il dipartimento consiglia i glory hole, buchi in pareti divisorie in cui infilare peni, lingue o dita per giocare con il partner dall’altra parte. E poi meglio fare sesso in “spazi più grandi, più aperti e ben ventilati“. Sesso all’aperto? Sì, grazie! [Ma ricordatevi del reato di atti osceni in luogo pubblico!]

cosa sono glory hole

Cosa non fare

Attenzione, però: la preoccupazione per il sesso sicuro non è diminuita, anzi! Il dipartimento ricorda che la cosa migliore resta limitarsi a masturbarsi, ad avere rapporti con il partner (o i partner) con cui si convive o a ricorrere al sesso virtuale, ma se proprio non si riesce a fare a meno di incontrare qualcun altro le indicazioni sono tante. Alle norme di igiene solite, che devono essere rafforzate (lavarsi bene prima e dopo il sesso!), e all’uso di preservativo e/o dental dam, si aggiunge il suggerimento di indossare la mascherina per coprire bocca e naso, anche perché “il respiro pesante e affannoso può facilitare ancora di più la diffusione del virus“.

Inoltre sono assolutamente da evitare i baci e il rimming (cioè leccare l’ano). Anche le carezze al viso sono fortemente sconsigliate, a meno che non si voglia ricorrere a un disinfettante a base alcolica durante il rapporto… E niente sesso a tre o orge: “Se due è compagnia, tre (o più) è sicuramente folla“. Resta poi il semaforo decisamente rosso per chi ha sintomi riconducibili al nuovo coronavirus, per chi è stato in contatto con persone infette, per chi ha più di 65 anni o condizioni di salute critiche (asma, problemi cardiaci, diabete, eccetera…). Per loro ci vorrà ancora molta pazienza…

Pier Cesare Notaro
©2020 Il Grande Colibrì
immagini: Il Grande Colibrì

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