Guyana, la tragica morte della paladina dei diritti LGBT

Le notizie di questa settimana:
1. Guyana, la tragica morte della paladina dei diritti LGBT
2. Malesia, violenze e arresti contro le donne transgender
3. Hawaii, poliziotto arresta coppia lesbica per un bacio?
4. Serie TV, la riscossa delle donne lesbiche e bisessuali
5. E se il prossimo agente 007 fosse… una donna lesbica?

Guyana, la tragica morte della paladina dei diritti LGBT
Zenita Nicholson [nella foto, in mezzo], famosa attivista della Guyana ed ex segretaria della Società contro la discriminazione basata sull’orientamento sessuale (SASOD), ha combattuto la battaglia contro l’omofobia e la transfobia con successo, raggiungendo grandi obiettivi e ottenendo importanti riconoscimenti. La battaglia contro la violenza domestica, invece, l’ha spezzata: madre di due figli, stanca per i maltrattamenti subiti dal partner, Zenita si è tolta la vita ingoiando veleno per topi [kaieteurnewsonline.com] – oppure, come qualcuno sospetta, sarebbe stata costretta ad avvelenarsi dal fidanzato violento [caribnewsdesk.com]. La SASOD la ricorda così: “Zenita aveva la passione dei diritti umani e difendeva senza alcuna paura le persone vulnerabili. Ha lavorato con grinta e impegno, ottenendo risultati eccezionali nel sensibilizzare e nel rafforzare la battaglia a favore delle persone LGBT” [sasod.org.gy].

Malesia, violenze e arresti contro le donne transgender
In Malesia il ripristino del divieto per le persone biologicamente maschili di indossare abbigliamento femminile [ilgrandecolibri.com] sta producendo effetti pesantissimi sulle mak nyah, le donne transgender malesi: come segnala justiceforsisters.wordpress.com, in tutto il paese si susseguono i raid di polizia, che portano ad arresti o comunque a violenze ingiustificabili. Anche i giornali di lingua malese, con articoli sensazionalistici su queste retate sbirresche, alimentano il pregiudizio transfobico, stigmatizzando e criminalizzando le trans spesso costrette a prostituirsi per sopravvivere.

Hawaii, poliziotto arresta coppia lesbica per un bacio?

Courtney Wilson e Taylor Guerrero, una coppia lesbica californiana, sono andate in vacanza alle Hawaii e sono state arrestate con l’accusa di aver aggredito un poliziotto. Loro, però, raccontano una storia tutta diversa: l’agente di polizia le avrebbe arrestate, e avrebbe poi tirato un pugno in faccia a Courtney, solo perché giravano mano nella mano e si erano scambiate un bacio sulla guancia, “dimostrazione pubblica di affetto” inopportuna a parere del poliziotto. Il dipartimento di polizia ha aperto un’inchiesta interna per stabilire come siano andate davvero le cose [hawaiinewsnow.com].

Serie TV, la riscossa delle donne lesbiche e bisessuali
La ricerca annuale di glaad.org rivela come solo il 4% dei personaggi nelle serie TV trasmesse in prima serata dalle reti “tradizionali” negli Stati Uniti siano omosessuali o bisessuali; tra di loro, le donne sono finalmente tante quante gli uomini. Le lesbiche rappresentano il 33% e le bisessuali il 17%, mentre i gay sono il 47% e i bisessuali il 3%. Le donne sono il 46% dei personaggi LGBT nei programmi via cavo e il 58% nello streaming. Sui canali tradizionali non ci sono personaggi transgender, che sono invece 3 (due donne e un uomo) sulla TV via cavo e 4 (tutte donne) nei contenuti streaming.

E se il prossimo agente 007 fosse… una donna lesbica?
Aria di cambiamento per l’agente segreto più famoso del mondo: è aperto il dibattito su chi interpreterà in futuro l’agente 007, sostituendo Daniel Craig, attore che ha già espresso l’intenzione di abbandonare il mitico personaggio. Diana Rigg, una delle più famose “Bond girl” (ha addirittura sposato la mitica spia in “Agente 007 – Al servizio segreto di Sua Maestà”), propone di affidare il ruolo di James a un attore nero. E se invece la super-spia diventasse una donna? L’idea non entusiasma Rigg, perché sparirebbero le sue fidanzate… “ma ci potrebbe essere una Bond lesbica, perché no?” [radiotimes.com].

Pier
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