Fede e omosessualità, cattolici verso il braccio di ferro

Esiste davvero una potente lobby gay in Vaticano?

Le braccia del cattolicesimo si stanno aprendo o chiudendo davanti alle persone LGBT (lesbiche, gay, bisessuali e transgender)? Ad essere aperta è sicuramente la bocca. Ecco le urla, intrise di bugie, dei politici cattolici italiani contro il riconoscimento delle coppie omosessuali. Ecco le parole complottiste del cardinale onduregno Óscar Rodríguez Maradiaga sulla “infiltrazione della comunità gay in Vaticano” e sulla creazione di una lobby omosessuale nella curia di Roma con la finalità di sovvertire “il piano delle creazione” [El Heraldo]. Ed ecco le frasi un po’ fumose di papa Francesco nel libro-intervista “Il nome di Dio è misericordia” (Piemme 2016, 15€, 120 pp.): “Io preferisco che le persone omosessuali vengano a confessarsi, che restino vicine al Signore, che si possa pregare insieme. Puoi consigliare loro la preghiera, la buona volontà, indicare la strada, accompagnarle”.

CHIESA CHIUSA: IL CATTOLICESIMO AFRICANO

Ma cosa succede davvero al di là delle contingenze italiane e dietro il muro delle parole, delle idee preconcette a favore o contro la Chiesa cattolica? Partiamo dall’Africa, dove il sorriso gentile di papa Francesco contrasta con i propositi bellicosi della conferenza episcopale del Camerun, che si accalora nell’invitare “i fedeli cattolici e tutti gli uomini di buona moralità a sbarrare la strada all’omosessualità”, definendola “abominio contro natura”. I vescovi hanno chiesto “tolleranza zero” nei confronti di lesbiche e gay, applaudendo la legge camerunese che prevede il carcere per i rapporti tra persone dello stesso sesso [CamerPost].

Intanto in Malawi, dove la legge che criminalizza gli omosessuali è congelata da qualche anno, Radio Maria ha dato grande spazio al musicista Lucius Banda dopo che questi aveva interrotto un proprio concerto perché troppo sconvolto per aver notato nel pubblico due uomini che si baciavano [Il Grande Colibrì]. Banda ha spiegato ai microfoni della radio cattolica che, quando si trovava in prigione per aver falsificato alcuni documenti, aveva organizzato la distribuzione di rosari ai carcerati, ma poi aveva scoperto che i grani del rosario erano usati (come sex toy?) dai giovani detenuti che facevano da “donne” (sic!) per i compagni di cella più anziani. Insomma, una storia inverosimile utile solo a diffondere il disgusto e a solleticare le fantasie più morbose e inconfessabili [Nyasa Times].

Spostiamoci in India, dove papa Francesco è molto apprezzato per la difesa dell’ambiente e per la lotta alla povertà, mentre le sue (presunte?) aperture verso gli omosessuali suscitano forti critiche, anche tra i cattolici. La presa di posizione contro la criminalizzazione dell’omosessualità del cardinale Oswald Gracias [Il Grande Colibrì] e le parole del pontefice sembrano inefficaci, o comunque meno efficaci degli show televisivi. Prendiamo l’esempio di Geof, cattolico tradizionalista che ha abbandonato l’omofobia grazie alle trasmissioni del celebre attore musulmano gay-friendly Aamir Khan [Il Grande Colibrì]: “Dopo aver visto gli ospiti dello spettacolo di Aamir, ero in lacrime: queste sono persone vere!” ha confessato a Open Democracy.

CHIESA CONFUSA: IL CATTOLICESIMO USA

Lo scontro tra posizioni sostanzialmente o solo formalmente diverse all’interno del cattolicesimo è evidente non solo a livello globale, ma spesso anche a livello nazionale. Gli Stati Uniti rappresentano da questo punto di vista un oggetto di osservazione particolarmente interessante. Partiamo allora dalla lettera che monsignor Felipe de Jesús Estévez, vescovo di St. Augustine, in Florida, ha scritto al sindaco e al consiglio comunale di Jacksonville: il prelato afferma di “appoggiare con forza ogni ordinanza cittadina che promuova il rispetto e la dignità di ogni essere umano, indipendentemente dal suo orientamento sessuale”, ma poi pretende che le chiese e persino tutte le organizzazioni e i privati cittadini che invochino motivi religiosi siano liberi di discriminare le persone LGBT [Jacksonville].

Estévez, per fortuna, non è molto rappresentativo dei fedeli cattolici USA. Capita così che il National Catholic Reporter premi come personaggi dell’anno Greg Bourke e Michael DeLe­on, una delle coppie gay che, iniziando la battaglia legale per il diritto a sposare una persona dello stesso sesso, hanno reso possibile la sentenza della Corte suprema che ha legalizzato le nozze omosessuali in tutti gli Stati Uniti. Bourke e DeLeon sono cattolici, padri di due bambini, molto ben inseriti nella loro parrocchia (“Sono brave persone ed è questo l’importante, no?”, aveva commentato il parrocco all’Huffington Post). “Le risposte attuali della Chiesa sono confuse, scostanti e spesso crudeli. Greg e Michael, come innumerevoli altri cattolici gay, lesbiche e transgender, meritano di meglio” scrive il National Catholic Reporter.

Meritano, per esempio, l’accoglienza riservata dalla parrocchia di San Matteo a Baltimora, nel Maryland, che si è trasformata in un luogo dove una cinquantina di persone LGBT possono condividere la propria fede e le proprie emozioni tra di loro e con gli altri parrocchiani. Il fotografo e regista Eric Kruszewski è rimasto così sorpreso dall’atmosfera aperta e calorosa della comunità religiosa da decidere di dedicarle una serie di sette brevi documentari, “The lost flock” (Il gregge smarrito).

CHIESA IN CRISI: IL CATTOLICESIMO FUTURO

Torniamo allora alla domanda iniziale: le braccia del cattolicesimo si stanno aprendo o chiudendo davanti alle persone LGBT? Le vicende che vi abbiamo illustrato raccontano storie molto diverse: raccontano braccia che si alzano per colpire, braccia che si serrano per odiare, braccia che si spalancano per abbracciare. Come tutte le religioni, il cattolicesimo non è un blocco monolitico e ha tante paia di braccia quanti sono i suoi fedeli. Per questo è inevitabile che convivano esperienze così diverse e spesso contraddittorie. Ma ora le tensioni sono così forti, come dimostra anche l’attacco a Progetto Gionata [Il Grande Colibrì], che appare quasi impossibile che la Chiesa cattolica riesca ad evitare uno scontro tanto forte quanto quello che sta sgretolando l’unità della Comunione anglicana [National Post].

 

Pier
©2015 Il Grande Colibrì
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