Cure ai transessuali? Per il PdL sono uno spreco…

Polonia, il partito laico appoggia i diritti LGBTQ*
Iran e Arabia Saudita, nuove condanne per sodomia
Londra, gli evangelici “curano” l’AIDS con le preghiere
Prostituzione, a Milano giovanissimi sui marciapiedi

POLITICAQuesto veramente si esige dall’uomo: che egli sia utile agli altri“. Bello il motto senecano scelto da Andrea Pollastri, consigliere PdL in Emilia-Romagna, per il proprio sito web. Bello, ma del tutto fuorviante. Infatti l’altruista Pollastri ha proposto un’interrogazione contro i 100mila euro erogati dall’AUSL per l’assistenza sanitaria e psicologica delle persone transessuali. Uno spreco in tempo di tagli alla sanità, secondo il politico, dal momento che il transessualismo riguarderebbe “scelte comportamentali personali” (sic!) che “non hanno ricadute sulla società stessa ma unicamente sul soggetto che le intraprende ed i cui costi dovrebbero essere a carico suo” (Blitz quotidiano). Ci troviamo di fronte alla profonda arroganza di un uomo che vorrebbe legiferare su situazioni di cui dimostra completa ignoranza? Sì, ma l’iniziativa di Pollastri è anche molto di più: svela la strategia delle destre (e non solo…) per continuare a usare la crisi per colpire i diritti dei più deboli. Le cose, purtroppo, sono destinate ad andare sempre peggio…

MONDO Proprio l’assistenza sanitaria per le persone transessuali e la possibilità di sottoporsi alle operazioni di riassegnazione del sesso, insieme al riconoscimento delle coppie di fatto e all’introduzione di norme contro le discriminazioni basate su identità di genere e orientamento sessuale, sono al centro del programma politico illustrato da Anna Grodzka, transessuale eletta in parlamento nelle recenti elezioni polacche, all’Associated Press. La donna è stata eletta nelle liste del Movimento Palikot (Ruch Palikota, RP), il partito laico guidato da Janusz Palikot che contrasta il clericalismo della politica in Polonia e che ha superato a sorpresa il 10% delle preferenze. La campagna elettorale di RP, che ha fatto eleggere anche l’attivista Robert Biedroń, il primo parlamentare dichiaratamente gay, è stata incentrata, oltre che sui diritti LGBTQ*, anche sulla fecondazione assistita, sulla legalizzazione delle droghe leggere e sulla liberalizzazione dell’aborto.

MOI Ancora un giovane omosessuale condannato a morte in Iran: dopo i tre casi registrati a inizio settembre (Il grande colibrì), un ragazzo di 25 anni è stato impiccato mercoledì nella provincia di Marvdasht, nel sud del paese (Il Fatto Quotidiano). E anche dall’Arabia Saudita (leggi l’articolo su Il grande colibrì) giungono pessime notizie: la polizia ha fatto irruzione ad un matrimonio nella provincia dello Jazan, al confine con lo Yemen, e ha arrestato 20 omosessuali che ora rischiano la vita (Emirates 24/7). Per entrambe le notizie, non è possibile ottenere maggiori informazioni. In una situazione così cupa e grave, potrà ridonare un barlume di speranza un fumetto? Forse è una notizia poco rilevante, ma è un buon segno il fatto che “Le bleu est une couleur chaude” (Il blu è un colore caldo), delicata storia di amore lesbico scritta ed illustrata della francese Julie Maroh, abbia vinto il primo premio al Festival internazionale del fumetto di Algeri (Alouensegui MOI Musulmani Omosessuali in Italia).

SESSUALITA’ Preghiere e acqua benedetta: sono questi gli strumenti con cui alcune chiese evangeliche nere di Londra promettono di curare qualsiasi malattia, AIDS compresa. Perché Dio è capace di guarire qualsiasi malattia e i pastori evangelici, che tanti guai creano anche in Africa (leggi l’articolo su Il grande colibrì), hanno nel taschino quanti miracoli vogliono, come dimostrerebbero anche numerose testimonianze pubblicate sui loro siti web. Peccato che, evidentemente, è solo una truffa pericolosissima: molti sieropositivi, convinti di guarire dai loro pastori, abbandonano le cure e la BBC ha già individuato tre casi di persone morte per questo motivo. E a proposito di AIDS, in Zimbabwe non verranno distribuiti preservativi ai carcerati nonostante il 13% di loro sia sieropositivo e il contagio si stia diffondendo sempre più: secondo il governo, si tratterebbe di un incentivo al sesso omosessuale, considerato un reato dalla legge del paese africano (The Zimbabwean).

CRONACA Può sembrare assurdo che un diciannovenne debba fingere di avere solo 18 anni, ma invece è la norma per i ragazzi che si prostituiscono: il cliente vuole fare sesso con maschietti molto giovani e la risposta “Ne ho 18” lo fa sentire apposto con la legge e insieme lo illude che il gigolò stia mentendo e ne abbia qualcuno in meno… Il Corriere della Sera intervista un sex worker rumeno: “Alessandro con i suoi 19 anni appena compiuti è il ragazzo più giovane di quelli che si prostituiscono nella zona intorno a Piazza Trento di Milano” scrive il giornalista – e sarebbe bello se fosse vero. Tra i passaggi più interessanti, quello della reciproca diffidenza tra il cliente italiano e il prostituto rumeno: da una parte domina il timore dello scippo, dall’altra quello della violenza (leggi l’articolo su Il grande colibrì). Se la prostituzione in sé non è da condannare, una prostituzione fatta di povertà, paura e minori allo sbando non è accettabile.

 

Pier
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3 commenti

  • Siamo ancora tra i più retrogradi: Nessun aiuto per chi volontariamente si sottopone a questo enorme cambiamento,nessun diritto per i sex workers e le sex workers. Se tutto fosse legalizzato ci guadagnerebbero tutti, calcolando anche che la maggior parte degli indignati sono i primi che vanno a caccia…

  • Non credo che le chiese accusate siano evangeliche, saranno valdesi o di qualche altro traditore del Vangelo. Noi evangelici siamo seri, diffondiamo la vera Parola e non truffe.

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