Daayiee Abdullah, l’imam gay: le idee (MOI Voices 3)

Il Corano, il libro sacro per le persone di fede islamica

Pochi giorni fa Daayiee Abdullah, l’imam dichiaratamente gay più famoso al mondo, ci ha raccontato la sua vita, dall’infanzia al coming out, dalla conversione all’Islam agli studi per diventare imam [Il Grande Colibrì]. Oggi ci soffermiamo con lui su alcuni aspetti legati alla fede e alla dottrina ed al rapporto tra Islam e omosessualità da un punto di vista più teologico.

Daayiee, l’Islam è spesso dipinto come la religione più omofobica al mondo: i suoi detrattori ricordano come molti stati islamici prevedano la pena di morte per gli omosessuali, ad esempio. Eppure, secondo te, l’Islam non condannerebbe l’omosessualità: su quali basi sostieni questa tesi?

Per rispondere alla domanda occorre capire quattro cose. La prima: il Corano ci informa che nascono ed esistono persone omosessuali. La seconda: non c’è alcun brano all’interno del Corano che parli dell’omosessualità come di un orientamento sessuale né c’è alcun brano che parli a favore della punizione dell’omosessualità, mentre invece il Corano, con la storia di Lut, parla di uomini eterosessuali che utilizzano atti sessuali omosessuali come forma di abuso e di tortura di innocenti [Il Grande Colibrì].

La terza: il messaggio del Corano è rivolto all’intera umanità e ciascuno deve leggerlo per capire come esso si relazioni con il proprio rapporto individuale con Dio. Ed infine, la mitologia legale su cui si basano le storie anti-omosessuali di alcuni ahadith sono falsi prodotti dai giuristi e non è difficile scovare questa informazione se si sa dove guardare.

Tu celebri anche nikah (matrimoni islamici) tra persone dello stesso sesso e tra persone di diversa fede…

Sì, io realizzo l’uguaglianza del matrimonio, che significa che sposo tutti coloro che hanno diritto secondo la legge, indipendentemente dal loro orientamento sessuale o dalla loro fede religiosa. Lo faccio ormai da dodici anni e tutte le innumerevoli volte che una coppia realizza i propri riti religiosi la gioia che li riempie è palpabile, anzi di più: è fonte di ispirazione. Negli ultimi mesi ho celebrato due nikah e, in particolare, una coppia era costituita da due non-udenti di fede mista.

Il respiro di coloro che cercano il mio consiglio varia molto di volta in volta, ma ogni volta riscalda il cuore, perché sono credenti musulmani alla ricerca dei servizi che io posso offrire. Sfido i miei detrattori su questo punto: non state servendo la vostra comunità come dovreste perché avete paura di quello che potrebbero dire gli altri e così non fate quello che è gradito a Dio.

Molte coppie gay scelgono di essere coppie aperte o di frequentare saune e sex club. Poi ci sono altre pratiche molto diffuse, come i feticismi o il sadomasochismo… Secondo te, qual è la posizione dell’Islam su tutto ciò?

Io non ho alcuna opinione su questioni di preferenze personali, sono cose che riguardano adulti consenzienti e io rimango fuori dalle stanze da letto della gente! Credo che le persone omosessuali che siano pienamente informate sulla propria fede di musulmane dovrebbero stabilire insieme come vogliono agire nel proprio sistema di credenze e come vogliono pianificare la propria vita. Sono convinto che qualsiasi cosa facciano nella riservatezza della propria casa sia affar loro, come dovrebbe essere anche per tutte le coppie eterosessuali, musulmane o no.

Invece sulla monogamia voglio dire che ci credo: una persona dovrebbe essere coinvolta in una relazione di mut’ah (matrimonio temporaneo) o nikah (matrimonio) considerandola la forma in cui poter soddisfare le proprie inclinazioni e pratiche sessuali.

Le tue posizioni sono evidentemente molto diverse dall’Islam “maggioritario”…

A questa osservazione rispondo sempre così: ci sono cinque scuole di pensiero teologico islamico, che sono il frutto della distillazione, che dura da più di un millennio, di centinaia di scuole di pensiero. La riforma è sempre stata una parte dell’Islam, a partire dai suoi primissimi esordi, perfino a partire dall’epoca del Profeta. Faccio un esempio: passare dal culto pagano dei Quraysh all’avvento dell’Islam fu una riforma.

Di conseguenza, qualsiasi punto di vista alternativo su come l’Islam debba essere compreso e vissuto, indipendentemente dal fatto che appaia in opposizione agli insegnamenti “ortodossi”, non può costituire una conclusione definitiva. La fede islamica è flessibile e deve essere applicata al tempo, al luogo e alle circostanze in cui una persona vive. Qualsiasi conclusione che formuli un giudizio rigido, inflessibile e imposto che manchi di giustizia, di compassione e di misericordia ha bisogno di essere rivista e riformata.

Quali reazioni suscitano le tue idee nelle moschee quando le esponi? Riesci a dialogare con le comunità musulmane “ufficiali” o ricevi solo biasimo?

Le discussioni con gli altri imam hanno avuto alti e bassi: se dodici anni fa non volevano neppure prendere in considerazione il fatto che io potessi essere gay e musulmano, oggi molti imam ammettono che una persona possa essere omosessuale e musulmana e che non la si dovrebbe escludere dalla partecipazione alle preghiere comunitarie. Insomma, ci sono stati progressi (anche se, secondo me, non sono ancora sufficienti) e prevedo ulteriori progressi con l’andare del tempo. La tolleranza non è sufficiente: la comunità dei musulmani deve accogliere con amore le persone LGBTQ* e solo quando i musulmani sapranno celebrare i correligiosi LGBTQ* la comunità avrà fatto un balzo significativo in avanti, nel rispetto del senso più alto dei diritti umani universali.

Una delle critiche più forti alle tue posizioni riguarda l’uso delle fonti: ti accusano di non dare abbastanza importanza agli ahadith…

È una critica di fronte alla quale non mi sono mai tirato indietro. Infatti non capisco perché bisognerebbe dare importanza a qualcosa che ha dimostrato di essere una stampella che impedisce ai credenti musulmani di fare riferimento al Corano su basi più solide. A me va bene che qualcuno desideri utilizzare queste storie come fonte di ispirazione, basta che non cerchino di usarle come prove quando contraddicono l’essenza del messaggio coranico. Basti pensare a chi utilizza gli ahadith con il fine di determinare leggi e punizioni: ciò porta i credenti a soffrire per grande ingiustizia, oppressione e miseria.

Il Corano afferma di essere facile da capire e io penso che chi crede possa capirlo senza affidarsi alla mitologia, perché gli ahadith sono proprio questo: una collezione di storie registrate un paio di anni dopo gli eventi. Un altro grande problema è che ci sono molte persone che non sono istruite e non leggono l’arabo e quindi dipendono da traduzioni che possono non essere accurate oppure da presentazioni dei documenti fatte in modo tale da assecondare o ostacolare determinati scopi politici o governativi. Se guardiamo ai Taliban e all’uso improprio che fanno degli ahadith, si può vedere come i credenti siano maltrattati, oppressi e spesso uccisi per colpa della mancanza di comprensione del messaggio di giustizia, compassione e misericordia del Corano.

Non c’è il rischio di leggere nel Corano non quello che c’è effettivamente scritto, ma quello che vorremmo che ci fosse scritto?

Il rischio è quello di non leggere il Corano, perché il Corano protegge sé stesso dalle cattive interpretazioni. Tuttavia, chiunque può usare il Corano come prova testuale di quei particolari significati che ne voglia trarre. Per comprendere il messaggio di Dio nel Corano sono necessarie molte più informazioni di quelle che si possono ricavare dalla semplice osservazione di alcune parole su una pagina. Occorre capire il tempo, il luogo, gli attori e i temi che costituiscono il contesto di un versetto e quindi riflettere su questi particolari per capire come quel versetto sia applicabile al contesto attuale, con i suoi tempi, luoghi, attori e temi.

Infine, una conclusione che non sia una conclusione di giustizia, compassione e misericordia rappresenta un’interpretazione che si presta all’abuso degli esseri umani sulla quale la si vorrebbe applicare. C’è un bisogno costante di persone più qualificate nelle nostre discussioni, perché è necessario avere prospettive più ampie su come funziona il mondo, ma ci vorrà del tempo perché ciò si realizzi. Per fortuna, però, grazie all’avvento di Internet, che ha reso più semplice l’accesso ad una pluralità di fonti, le persone possono confrontarsi con ulteriori approfondimenti attraverso visioni alternative del testo.

 

Pier
©2011 Il Grande Colibrì
Scritto da
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7 commenti

  • già nel baqara si parla del divieto di concretizzare l'amore omosessuale, come ho detto altrove, ad ogni rapporto tra persone dello stesso sesso il trono di Dio trema 🙁
    rispondo alla tua domanda: si può amare chiunque, amare.. non crearsi filmini porno in mente (vd. articolo di samir). brutti pensieri vanno scacciati persino dalla testa di un uomo per una donna e viceversa.. evitare di amare alhamdulillah non si può, ma di commettere peccato andando a letto con persone dello stesso sesso o persino sposarsi si può evitare.. a me non interessa nulla di quello che fate, cerco di vedere la persona.. ma come muslimah dove c'è qlcs che non va devo almeno tentare di correggere! il sesso fuori dal matrimonio è 7aram, quello tra omosessuali peggio ancora! molti shuyukh dicono: siete gay? ok, va bene, Allah i 3awnkom, ma evitate di commettere peccati per i quali molto probabilmente non sarete perdonati.. Sodoma e Gomorra furono punite soprattutto per questo.. io la penso uguale: vuoi amare? ama! ma nn far sesso: esso è una benedizione di Dio avente due scopi contemporanei: regalarsi piacere tra coniugi e procreare.. Allahu a3lam, chiedete a + shuyukh, che meglio di noi san per certo.. e leggete il corano senza devianti interpretazioni (la traduzione di hamza piccardo o picardo :S è una delle migliori)

  • 🙁 mi sa che di Islam avete capito poco o niente.. se siete tali già dalla seconda sura (al baqara) leggereste che i rapporti omosessuali sono vietati.. se andate oltre noterete che non ricordo quale profeta (ve lo dico domani) disse: rifiutate le mie figlie (prediligendo uomini)? seguita da un invettiva contro le pratiche sessuali tra individui dello stesso sesso.. non prendiamoci in giro, ragazzi.. io tollero, rispetto e non faccio differenze tra un gay e un etero, prediligendo la persona, ma se uno è gay E musulmano, certe cose può pensarle (senza cambiare le sue tendenze) ma non metterle in atto, cercando anche di allontanare i pensieri perversi.. sono peccati su peccati questi, chi non vi vuole bene (o è ateo) può darvi ragione e spingervi verso il male, ma quel che ora vi dico lo credo perchè l'ho letto e studiato dal corano, inoltre da vostra sorella musulmana vi amo in Allah e se dico questo è perchè non voglio sapervi puniti per una cosa che avreste potuto evitare.. la vita è così breve, preoccupiamoci dell'aldilà fratelli.. dell'aldilà

    • Najwa, il profeta di cui non ricordi l'identità è Lut. Puoi trovare la sua storia in questi passaggi del Corano: Sura VII, Al-A'raf, 80-84; Sura XI, Hud, 77-83; Sura XXVI, I poeti, 160-175; Sura XXVII, Le formiche, 54-58; Sura XXIX, Il ragno, 28-35.
      Ti consiglio anche di leggere l'articolo (Sodoma: omosessuali o miscredenti?) in cui abbiamo discusso dell'episodio di Sodoma e in cui concludiamo che, dal nostro punto di vista di umani a cui è preclusa comunque la perfetta conoscenza delle cose, ci sembra che nulla si dica contro l'omosessualità, mentre molta severità è riservata alla violenza sessuale, alla mancanza di ospitalità e soprattutto alla disobbedienza ad un ordine esplicito del Dio. Come potrai leggere diamo riferimenti molto precisi.
      Ti pongo poi un'altra domanda: credi davvero che il Dio desideri punire qualcuno perché non ha evitato l'amore?

  • molto interessante, complimenti all'Imam,
    una luce nella divisione della nostra società.
    il dialogo tra religioni penso l'unica strada percorribile per capire l'essere umano.
    Io sono gay e ateo ex cattolico e da ateo leggo il blog per capire il mondo musulmano.
    grazie e un abbraccio a tutti voi. ciao

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