Nudi e devoti: quant’è fantasiosa l’omofobia africana!

La recente manifestazione a Nairobi, capitale del Kenya, contro il presidente statunitense Barack Obama e contro la possibilità che parli a difesa dei diritti delle minoranze sessuali nella sua imminente visita al paese africano [ilgrandecolibri.com] suscita solo un bello sbadiglio! E che dire delle severe bacchettate dei vescovi cattolici keniani, a partire dal presidente della Conferenza episcopale, Philip Anyolo, che ha ricordato a Obama come “la Chiesa ha la missione profetica di proteggere il sacro matrimonio” [catholicnews.com]? Che noia, è roba già sentita troppe volte! Per fortuna a ravvivare un po’ le proteste ci ha pensato il Partito repubblicano della libertà (RLP), annunciando per settimana prossima la sfilata di 5mila donne e uomini nudi per le strade di Nairobi. Tutto organizzato affinché “Obama veda e capisca le differenze che ci sono tra un uomo e una donna” [ghafla.co.ke].

Gli omofobi in Kenya non mancano certo di fantasia. Per rendersene conto basta fare un giro su Twitter, dove, raggruppati sotto l’hashtag #KenyansMessagetoObama (Il messaggio dei keniani a Obama), gli internauti danno il “benvenuto” al presidente americano in mille modi diversi: ci si lancia in giochi di parole (“I keniani conosco solo l’homo sapiens, l’homo erectus e l’homo habilis, ma non vogliono l’homo sexual!“), in bizzarre dissertazioni teologiche (“Persino Satana non era gay, ha sedotto Eva nuda e non Adamo nudo: fattene una ragione!“), in interessanti analisi sociologiche (“Attori, modelle, attrici, VIP e persone di spettacolo, persino politici gay: l’intera America è un paese gay!“). E qualcuno conclude: “Qui siamo tutti così etero che mangiamo le salsicce partendo dal centro“.

Anche in Nigeria, dove il governatore cristiano di uno stato minaccia tolleranza zero contro i gay [dailypost.ng] e un imam descrive l’omosessualità come “contraria alla normale vita umana” [vanguardngr.com], gli omofobi dimostrano una buona fantasia: capita così che la sottosegretaria statunitense per gli affari africani Linda Thomas-Greenfield chieda ad Abuja di decriminalizzare l’omosessualità [gaystarnews.com], ma che la stampa nigeriana scriva che “ha affermato che continueranno a fare pressioni sulla Nigeria finché non saranno legalizzati i matrimoni tra persone dello stesso sesso” [expressng.com] o le attribuisca la frase “Obbligheremo la Nigeria a legalizzare le unioni omosessuali” [pulse.ng].

D’altra parte, sui giornali nigeriani sono tutt’altro che infrequenti editoriali dai toni apocalittici come quello comparso oggi su vanguardngr.com: “Sappiamo fin troppo bene che il governo americano del presidente Barack Obama vuole esportare e imporre l’odiosa cultura gay nei paesi che si oppongono ad essa. Gran parte dei paesi che abbracciano queste pratiche tabù come ‘diritti umani’ hanno raggiunto l’apice del loro sviluppo sociale e ora vivono un declino morale. Dobbiamo difendere con forza i valori e i principi spirituali che ci contraddistinguono in quanto africani“. L’atteggiamento della stampa è analizzato in un corsivo del sito nigeriano naij.com, in cui Ebenezer Obadare accusa i commentatori locali di essere omofobi per mancanza di lucidità, razionalità e spirito critico.

Nel frattempo in Camerun l’arcivescovo cattolico Samuel Kléda ha lanciato un appello contro la presunta volontà occidentale di “diffondere l’omosessualità in Africa“: “I cristiani e tutti gli uomini di buona volontà devono mobilitarsi per sbarrare la strada all’omosessualità” [237online.com]. E ci si deve accontentare della traballante difesa dell’attivista per i diritti umani Michel Biem Tong: “Sono contrario all’omosessualità (non sono e non sarò mai gay), ma quelli hanno scelto questa pratica perché ci si trovano bene ed è una scelta che rispetto, anche se, in quanto cristiano ed africano, non la condivido affatto. Ma è anormale che le persone siano minacciate o violentate per il loro orientamento sessuale o per aver difeso la causa degli omosessuali: il sesso è una cosa privata” [camer.be].

E finiamo il nostro giro con l’Egitto, dove il papa della Chiesa ortodossa copta, Tawadros II, si è unito al coro di chi denuncia il tentativo degli Stati Uniti di imporre i matrimoni gay in tutto il mondo: “Gli esseri umani sono passati attraverso varie fasi di sviluppo, dall’etica alla religione, dall’innovazione alla schizofrenia e alla ribellione, che sono una porta aperta all’ateismo e a tutte le forme di estremismo e di aberrazione: tutto questo ha prodotto quello che i media chiamano matrimoni omosessuali” [almasryalyoum.com].

Anche per l’università Al-Azhar del Cairo, uno dei centri più prestigiosi dell’islam sunnita, sarebbe in corso una campagna globale “diabolica” a favore delle nozze tra persone dello stesso sesso, ma “l’omosessualità non è una vittoria dei diritti umani, ma un deterioramento, un crimine contro l’umanità e una distorsione della libertà e dei diritti delle persone” [mena.org.eg]. La fantasia certo non manca, peccato che sia al servizio dell’odio e dell’ignoranza.

 

Pier
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1 commento

  • Che Satana abbia sedotto Eva e non Adamo dovrebbe dire tutto. Se Satana è il peccato ovvio che si orienta verso il peccato e non certo verso la virtù. Prima che si creasse Eva, Dio se ne stava lì ad ammirare il suo bell'Adamo col ciondolo al vento, libero e bello col batacchio in bella mostra. Poi Adamo ha cominciato a lementarsi, e ciò spiega bene da dove arriva l'idiozia e come sia possibile la nascita dei Giovanardi, dei Razzi e dei Scilipoti, e Dio che fà? Invece di prendere un po' di fango come ha fatto per creare Adamo, gli fa una bella anestesia, gli prende una costola e crea Eva, altro che utero in affitto, qui siamo ai limiti delle genetica. In sostanza Dio è come se avesse voluto dire" caro Adamo, visto che ti lamenti mo' sono cavoli tuoi, ricordati che l'hai voluto tu mica io e che Eva è un prodotto tuo, fosse dipeso da me, col cavolo che la creavo". Poi è successo il fattaccio della mela e Dio incazzato nero ha condannato, sottolineo condannato, Adamo ed Eva a trombare. Questa è la Genesi, potete girarla e rigirarla come volete ma così è.

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