Iran, per l’ayatollah i gay sono peggio dei porci

I peggiori omofobi del mondo non brillano né per bontà né per originalità. Se nel 1995 il presidente cattolico dello Zimbabwe, Robert Mugabe, aveva detto che gli omosessuali “si comportano peggio dei cani e dei porci“, oggi dall’Iran il grande ayatollah Abdollah Javadi-Amoli ripete praticamente le stesse parole, sostenendo che chi si dedica allo “spregevole atto” della sodomia sarebbe inferiore agli animali e in particolare, appunto, cita cani e porci. Javadi-Amoli, nonostante sia uno dei principali studiosi islamici iraniani, per sostenere la propria tesi tira fuori due rozze falsità scientifiche: gli animali non avrebbero rapporti omosessuali e l’AIDS sarebbe una malattia impossibile da curare perché rappresenterebbe una punizione divina contro il peccato (KhabarOnline).

C’è solo una cosa che fa imbestialire Javadi-Amoli più degli omosessuali ed è il riconoscimento dei loro diritti: il grande ayatollah descrive l’Occidente come terra di progresso tecnologico, ma anche di immoralità proprio per colpa delle leggi a favore delle persone LGBTQ*. Purtroppo queste idee non sono diffuse solo nell’oscurantista Iran: rispondendo ad un appello della Chiesa cattolica e della Chiesa di Scozia, anche il Consiglio degli imam di Glasgow ha annunciato la propria opposizione alla proposta del governo scozzese di riconoscere la facoltà (non l’obbligo, si badi bene) per le istituzioni religiose di celebrare nozze omosessuali. “Se il governo trasforma una famiglia in una coppia di uomini o di donne senza possibilità procreative, che ne sarà della nostra società, della nostra civiltà?” scrivono angosciati gli imam (BBC).

La risposta più coerente è arrivata da un altro musulmano, il parlamentare laburista Hanzala Malik: “Nessun credo religioso verrà costretto a celebrare matrimoni gay all’interno dei propri luoghi di culto. Sul punto sono state date assicurazioni. La comunità musulmana si aspetta che gli altri riconoscano la nostra libertà e allora perché noi dovremmo negarla agli altri?“. Il matrimonio gay è stato difeso anche da altri parlamentari musulmani, come il laburista Anas Sarwar e il nazionalista Humza Yousaf. E sembra improbabile che l’invito del Consiglio degli imam a non votare politici favorevoli ai diritti degli omosessuali possa avere effetti, perché l’elettorato musulmano sembra molto più interessato ai temi economici che a quelli etici e comunque è molto meno omofobo di quanto lo si dipinga (Herald Scotland).

A questo proposito, si può ricordare un sondaggio del giugno 2011 che ha mostrato, suscitando la sorpresa di molti, come i musulmani siano la comunità religiosa del Regno Unito più orgogliosa delle leggi a favore delle persone LGBTQ* (Il grande colibrì). Pochi mesi dopo la stampa britannica si occupava delle nozze religiose (nikah) celebrate da due anonime lesbiche musulmane, aprendo uno spiraglio su una realtà poco conosciuta (Il grande colibrì). Lo spiraglio è poi diventato una grande breccia grazie al matrimonio islamico, celebrato in Francia e raccontato da tv, giornali e siti (tra i primi, proprio Il grande colibrì), dei nostri amici e collaboratori Ludovic e Qiyaam, i quali, mettendoci coraggiosamente la faccia, hanno permesso che dell’argomento si parlasse in tutto il mondo, anche nei paesi arabi.

 

Pier
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1 commento

  • Purtroppo il governo inglese ha un polso troppo morbido nei confronti di personaggi come diversi imam che rilasciano dichiarazione omofobe e che con velate minacce cercano di limitare la democrazia quando oltretutto, giustamente per altro, la chiedono.

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